Il Tirreno

Pontedera

Se le pale eoliche girano a vuoto l’affare è limitato

Se le pale eoliche girano a vuoto l’affare è limitato

Non ci sono possibilità di sviluppo del parco approdato a Pontedera nel settembre 2008

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PONTEDERA. Le pale eoliche a Pontedera non sono state un grande business. Girano ma a vuoto. A distanza di anni dalla sua inaugurazione (del 2008) si può confermare che il “parco” costruito vicino allo Scolmatore ha una bassa redditività per il Comune che percepisce le royalties del 2% solo sul valore della produzione di energia elettrica e non anche sui certificati verdi derivanti dalla produzione da fonti rinnovabili.

Diciamo che questa esclusione, oltre alla minore produttività in termini di vento della “bassa” Valdera, fa sì che il parco eolico pontederese sia molto meno remunerativo rispetto agli altri parchi eolici a noi vicini. Tutto tace ma alla fine la città della Piaggio ci guadagna meno di 50mila euro all’anno (esattamente 43.536 euro). Tanto? Poco? Qualcuno leggendo la cifra si è esaltato. Guardandosi intorno si scoprono cose diverse. Così, tanto per fare un esempio, il parco eolico di Montecatini Valdicecina, con i suoi 9 MW di potenza, garantisce un utile al Comune di circa 135mila euro annui derivanti dalle sole royalties (inclusi i certificati verdi). Probabilmente sulle colline tira vento più spesso, ma a Pontedera, con 8 MW di potenza, il Comune guadagna ben 10 volte meno se si guarda la sola produzione di energia (11mila per Pontedera e 135mila per Montecatini). In ogni caso è più redditizio di tre volte. Come mai allora si è costruito un impianto in città se è vero che le condizioni di questa zona sono sfavorevoli? E pensare che la società che lo ha realizzato, la Electrawinds, ha avuto un finanziamento regionale per circa 1,5 milioni di euro che investiti in un’altra situazione sarebbero quindi stati maggiormente produttivi. L’affare energia verde si sgonfia se andiamo a vedere il valore complessivo di quanto viene percepito dal Comune di Pontedera - circa 43mila euro - si può vedere che solo 11mila euro sono dovuti alle royalties sulla produzione (cioè quasi niente...), mentre 32.500 euro sono dovuti al diritto di superficie del terreno su cui sono stati installati gli aerogeneratori (circa 8mila euro l’uno, peraltro non rivalutati e che rimarranno tali sino alla scadenza dei diritti d'uso). In pratica è come riscuotere l'affitto per un terreno dove l'urbanizzazione è stata fatta a carico del Comune. La nascita del parco, poi, è avvenuta con proposte dirette e valutazioni intercorse tra le società interessate e la giunta del tempo, senza che sia mai stato fatto un bando pubblico o una manifestazione di interesse.

L’opposizione più volte ha fatto notare all’amministrazione comunale che una procedura pubblica allargata avrebbe potuto sondare il mercato per proposte più appetibili dal punto di vista dei corrispettivi per concessione dei diritti d'uso dei terreni e delle servitù necessarie per il funzionamento dell’impianto oltre che per le royalties stesse.E qui, anche nel “green” entra in gioco la politica. L’ex sindaco, Paolo Marconcini - le cronache lo hanno raccontato - è stato artefice sin dall'inizio dell'accordo con Electrawinds Pontedera spa anche per quanto riguarda la trattativa e l'impostazione dell'accordo. Nel maggio 2010, a un anno dal termine del suo mandato, Marconcini ha assunto la carica di consigliere di amministrazione nel Cda di Electrawinds Pontedera spa e vi è rimasto sino al maggio 2011, quando ha assunto la carica di consigliere di amministrazione del Cda di Electrawinds Italia spa, società che detiene l'intero capitale di Electrawinds Pontedera spa. Tale incarico è poi cessato nel luglio del 2014. Alcuni anni fa la questione della presenza di Marconcini nel Cda di Electrawinds ha suscitato diverse polemiche sia in consiglio comunale che anche sui giornali. Se l’energia da vento fa acqua nel silenzio degli amministratori comunali ancora meno si parla delle problematiche economico-finanziarie della Electrawinds, intanto però le azioni della sua società capofila, che ha sede in sede in Lussemburgo, dalla quotazione di 10 euro ad azione del 2012 sono arrivate ad euro 0,02 attuali.

Sabrina Chiellini

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