Sicurezza
Mancano i soldi, immobile Apes resta nel degrado
In via Indipendenza, una lettera di protesta condivisa dai 26 condomini che ci abitano
PONTEDERA. Il complesso di case popolari di via Indipendenza, nel quartiere di Fuori del Ponte, è stato costruito nei primi anni '70. Quattro condomìni, uno a fianco all'altro. Le facciate di tre palazzine sono fresche di tinteggiatura, messe a nuovo tre anni fa da una serie di interventi finanziati da Apes, l'ente che si occupa dell'edilizia sociale. Il quarto fabbricato, invece, è in condizioni critiche. Intonaco che cede in più punti, marciapiedi sbriciolati e macchie di umidità sulle pareti.
La protesta. Una situazione insostenibile, tanto che gli abitanti hanno raccolto 26 firme, sottoscrivendo una lettera indirizzata, oltre che alla nostra redazione, alla sede pisana dell'Apes. Nelle parole degli inquilini dei civici 36-38-40 c'è tutta l'amarezza e la delusione di chi si sente abbandonato, lasciato in un angolo senza indicazioni, senza informazioni, senza niente di concreto. Le uniche risposte che hanno ricevuto, negli anni, dalle istituzioni sono state una serie di tormentoni intrisi di politica e burocrazia: "Ce ne occuperemo, vedremo, abbiate ancora un po' di pazienza". I problemi, però, col passare del tempo sono aumentati. Dalla facciata che cade a pezzi, alle auto abbandonate e date alle fiamme sotto casa il passo è stato tremendamente breve. Tanto che ora, in via Indipendenza, alle promesse e ai proclami non crede più nessuno. E intanto il parcheggio condominiale è diventato un cimitero di auto distrutte, con tutta probabilità sottoposte a fermo amministrativo.
Dimenticati da tutti. Non solo, tra gli scheletri delle vetture in stato di abbandono ci sono un'auto e uno scooter carbonizzati: sono lì dal marzo scorso, a poche decine di metri da uno dei parchi più grandi del quartiere, dove ogni giorno scorrazzano decine di bambini. Si sentono fuori dal mondo, gli abitanti di via Indipendenza. E come dar loro torto. Anche la sostituzione della copertura di un tombino, da queste parti, diventa un problema irrisolvibile. O meglio risolvibile, ma solo grazie al buonsenso e all'ingegno dei condomini, che hanno installato alcune lastre di metallo sopra i pozzetti scoperti. Manutenzione fai da te, grido di orgoglio di una zona della città che chiede il minimo indispensabile per una qualità della vita accettabile.
Responsabilità. Come la Nutella su una fetta di pane, le responsabilità per lo stato indecoroso del condominio popolare di via Indipendenza si spalmano su diversi apparati pubblici. Auto e scooter abbandonati nel posteggio (in teoria) destinato ai residenti, sono un problema di cui dovrebbero occuparsi polizia municipale e Comune, che però, stando a quanto raccontato dagli abitanti, insistono a dire che le carcasse devono rimuoverle i proprietari dei mezzi. Tutto vero, ma seriamente la pubblica amministrazione, o le forze dell'ordine, non possono fare niente per evitare che la gente, ogni mattina, apra la finestra e rimanga disgustata dallo stato della zona in cui vive? E poi c'è la questione dei cedimenti strutturali: in questo caso, a intervenire dovrebbe essere direttamente Apes.
Novità a dicembre. «Conosciamo bene la situazione di via Indipendenza, dove abbiamo iniziato i lavori e non abbiamo potuto completarli con il restauro della facciata del quarto fabbricato, per mancanza di fondi ». A parlare è il direttore generale di Apes, Giorgio Federici, che punta il dito contro la Regione: «Aspettiamo 140 milioni dalla Regione, di cui abbiamo disperato bisogno per procedere con gli interventi in programma. Al momento non abbiamo denaro per intervenire in nessun modo. Inoltre, sta aumentando la morosità degli inquilini e quindi stanno diminuendo le nostre entrate». Nessuna promessa per i residenti di via Indipendenza, anche se Federici, in conclusione, fissa un termine entro il quale la vicenda potrebbe subire un primo sblocco: «Voglio dire la verità ai cittadini e quindi non prometto loro nessun intervento in tempi brevi, perché non abbiamo i soldi per farlo. A dicembre, comunque, mi auguro di essere in grado di dire con esattezza quando interverremo sulla facciata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
