PONTEDERA. La notte è stata davvero dura nel presidio fatto di un paio di gazebo da spiaggia, qualche telo da campeggio e alcune tende igloo. "Abbiamo fatto la guerra contro la pioggia", dice Cesare Cervelli con un sorriso pieno di amarezza. È la mattina del quinto giorno di protesta, sabato 17 settembre, per i sette addetti alle pulizie della ditta Sole, nella zona industriale di Pontedera, proprio dietro al magazzino ricambi Piaggio.
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Il loro sciopero a oltranza è cominciato quando hanno detto basta a una situazione che hanno definito "non più sostenibile". Formalmente sono assunti dall’agenzia interinale Sinergy per conto della Iscot di Torino che ha, o meglio aveva, in appalto le pulizie nell’azienda che lavora per la casa della Vespa e per Fiat. Proprio in seguito a questa protesta, infatti, Sole ha revocato l’appalto a Iscot. E adesso dovrà fare un’altra gara. Un passaggio delicato della vertenza, da cui i sette lavoratori sperano di ricavare l’applicazione della clausola sociale prevista dal contratto nazionale dei multiservizi, che impone il mantenimento del personale in caso di cambio di appalto. Che tradotto, significa assunzione a tempo indeterminato.
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Il loro recente passato è fatto di rinnovi di assunzione ogni venti giorni dallo scorso febbraio. Assicurati per 8 ore settimanali, hanno sempre lavorato molto di più. A volte anche quasi 24 ore, "perché c’era da far andare avanti la fabbrica. Mentre adesso le condizioni all’interno dello stabilimento sono pessime senza il nostro intervento", racconta Cesare, 22 anni, pisano. È lui che sta fungendo da capo della rivolta contro la giungla delle cooperative e dei subappalti. Al suo vero contratto, dopo anni di disoccupazioni e lavoretti, Cesare è deciso e sembra avere le idee chiare: "Non ne potevamo più di sopportare una condizione di sfruttamento basata sul fatto che ognuno di noi ha un estremo bisogno di lavorare. Ci siamo prestati a ogni tipo di lavoro, senza orari, senza diritti. Poi, quando abbiamo chiesto un incontro ai nostri responsabili, la risposta è stata che il nostro contratto sarebbe scaduto il 30 settembre. A quel punto abbiamo cominciato la protesta".
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Al loro fianco sono arrivati subito alcuni esponenti del sindacato Si-Cobas, Usb, ma anche qualche delegato Fiom Cgil della Rsu Piaggio.
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Grazie anche alla loro esperienza, il presidio è cresciuto ed è diventato più robusto. Molti sindacalisti dormono coi sette lavoratori, li sostengono nelle difficoltà del percorso di una vertenza che sembra fare un passo avanti e due indietro. Col rischio che si scoraggino. "Siamo determinati ad andare fino in fondo - sottolinea Roberto Cabiddu, 22 anni, di Cascina, anche lui al primo contratto vero della vita, se si può considerare tale un rapporto interinale rinnovato ogni venti giorni - Vogliamo questo lavoro, vogliamo l’assunzione e non molleremo".
Gli sguardi sotto il telone sono fermi e decisi. Il weekend lo passeranno al freddo, tra una chiacchiera e un turno di guardia per tenere d’occhio le luci della fabbrica. Il rischio è che qualcuno venga usato per fare il loro lavoro. E i sette vogliono impedire che la protesta perda forza. Anche perché lunedì 19 settembre, se gli scenari non saranno cambiati, si prospetta un picchettaggio delle merci in ingresso. Sicuramente insieme a sindacalisti e operai liberi da impegni lavorativi. "E speriamo di essere aiutati dai lavoratori della Sole. Il loro intervento sarebbe importante - dice Marco Businaro, 33 anni, pisano, padre di un figlio, con un altro in arrivo a gennaio - Dopo problemi col precedente lavoro speravo che questo fosse più tranquillo, visto che ero in una fabbrica. Invece non cambia niente. Ci considerano robot e persone da sfruttare e basta".