La protesta
Casa, a Cascina contributi prima agli italiani
Il Comune con giunta leghista ha usato una norma del 2000 per verificare la proprietà di immobili all'estero
CASCINA. Solo circa il 25% di stranieri contro il 75% di italiani è risultato beneficiario del contributo di integrazione all'affitto nella graduatoria stilata dal comune di Cascina (Pisa). Ed è, secondo l'assessore leghista alla Casa, Edoardo Ziello, "un risultato appagante vedere che i primi dieci posti siano interamente costituiti da cognomi italiani". Ciò è stato reso possibile, spiega in una nota Ziello, "rispettando la normativa vigente arricchendola da una particolare fonte, costituita dal Dpr 445/2000, che prevede la possibilità da parte della pubblica amministrazione di richiedere ai cittadini comunitari ed extracomunitari idonee certificazioni che attestino l'assenza di titolarità di diritti di proprietà o altri diritti reali all'estero, mediante una procedura che si avvale dell'ausilio dell'ambasciata o del consolato dello Stato di provenienza del cittadino non italiano, per poter operare quello stesso controllo che le varie amministrazioni già eseguono regolarmente e perfettamente nei confronti degli italiani, essendo in collegamento diretto con l'Agenzia delle Entrate e con il catasto".
L'amministrazione, sottolinea Ziello, si sta "muovendo sulla base di alcuni principi sociali che per me sono indispensabili: prima gli italiani, equità sociale e turn-over tra i beneficiari degli interventi".
"Il primo principio - conclude l'assessore - è di vitale importanza: chi ha contribuito alla costruzione dell'attuale sistema di welfare, pagando per anni le tasse, se per qualche disgrazia si ritrova costretto a dover chiedere aiuto al Comune, deve essere messo al primo posto, rispetto a chi arriva dall'altra parte del mondo, poiché è grazie ai sacrifici degli stessi italiani se tante persone straniere possono beneficiare di un sistema di welfare".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
