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Morì al duomo di Pisa Viene indagata un’amica

Morì al duomo di Pisa Viene indagata un’amica

Chiusa l’indagine per la morte del 19enne di Montescudaio in piazza dei Miracoli Secondo l’accusa la giovane gli ha ceduto il metadone che ha provocato il malore

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PISA. Una serata trascorsa insieme con qualche eccesso. Poi i saluti. Prima, però, c’è stato un passaggio, di quelli che tra amici pronti ad alzare l’asticella delle esperienze diventano consuetudine per fare gruppo. Lei ha dato a lui del metadone. Lui, Florian Gregor Schmidt, 19 anni, lo ha ingerito. E dopo qualche ora è morto. Per il codice penale quella cessione si è trasformata in un reato: morte per conseguenza di altro delitto. Per la Procura è stata una ventenne, residente in provincia di Pisa, a cui viene contestato di aver passato la sostanza oppiacea che si è rivelata letale per Florian, residente a Montescudaio.

Nel giallo di Piazza dei Miracoli, dove il corpo dello studente dell’istituto Russoli venne trovato poco prima delle 7 dell’8 marzo scorso da una signora che stava portando a spasso il cane, gli inquirenti hanno tirato una riga definitiva. L’autopsia ha concluso attribuendo il decesso dello studente a un’intossicazione da metadone. La quantità dell’oppiaceo rinvenuta nel sangue per il medico legale è stata sufficiente a provocarne la morte.

All’amica di Florian è stato notificato l’avviso di chiusura delle indagini, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio.

Nei confronti della giovane non viene mossa l’accusa di aver lasciato da solo l’amico nel momento in cui si è sentito male, né che fosse consapevole che la dose passata di mano avrebbe avuto esiti mortali. La sua “colpa” è stata quella di aver consegnato la sostanza - gesto che già configura un reato - la cui ingestione ha poi causato la morte dell’amico. Nella ricostruzione dei carabinieri, la cessione del metadone è avvenuta durante la serata passata insieme tra i due giovani. Quando si sono salutati, Florian stava bene. E non è escluso che l’assunzione fatale del metadone sia avvenuta quando i due erano già lontani.

Il cuore di Florian (avrebbe compiuto 20 anni il 7 ottobre) aveva smesso di battere da poco quando il cadavere venne scoperto in piazza dei Miracoli. Quel martedì pioveva. Il corpo bagnato dello studente - al quale è stata dedicata una targa nel parco di Montescudaio - era stato trovato sul prato a ridosso della mura. Nessun segno di violenza. L’ipotesi del malore prevalse su altre piste. E in due direzione si mossero gli inquirenti: attesa per l’esito dell’autopsia e capire con chi fosse stato il giovane tra la serata e la notte. Mamma e fratello della vittima erano convinti che qualcuno sapesse. E avevano lanciato appelli: «Chi sa, parli».

Gli investigatori dell’Arma per mesi hanno scavato nella vita dello studente, spirito libero e affamato di vita che quella sera aveva avvertito a casa: «Stasera non torno, dormo da un amico».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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