L’Egola abbandonato e invaso dalla vegetazione
La stagione delle piogge si avvicina, preoccupano le condizioni del torrente. I cittadini chiedono interventi rapidi per ripulire l’alveo e aumentare la sicurezza
PONTE A EGOLA. Il colpo d'occhio è quello di sempre. Un colpo d'occhio fatto di vegetazione, canneti, alberi ad alto fusto cresciuti dentro l'alveo, in mezzo a sponde dai contorni confusi, erosi dall'acqua e dai troppi anni di manutenzione fantasma. È l'immagine che il corso dell'Egola regala ancora una volta in questo ultimo scampolo d'estate. Un'estate che proprio oggi, con le piogge e i temporali attesi anche sul nostro territorio, potrebbe idealmente dire addio al 2016 lasciando il posto alle prime avvisaglie d'autunno. Eppure, ancora adesso, a distanza di quasi cinque mesi dal disastroso nubifragio del 24 aprile, niente sembra essere cambiato. Fanno eccezione i due cantieri eseguiti in somma urgenza per riparare le falle aperte negli argini delle casse d'espansione, a Corazzano e Fornacino, ma per il resto la precarietà del fiume è rimasta intatta, mantenendo viva la preoccupazione degli abitanti della Valdegola, sicuri che alle prima gocce di pioggia tutto il sistema collasserà come ogni volta.
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Il primo colpo d'occhio dell’incuria lo regala già il ponte della Tosco Romagnola, il nuovo ponte che il 24 aprile ha probabilmente salvato Ponte a Egola dall'alluvione, ma che al tempo stesso non l'ha messa al riparo dagli allagamenti, con abitazioni, strade e garage invasi dall'acqua salita su dalle condutture. Eppure, perfino nel cuore del centro abitato, l'Egola si presenta invaso dai canneti e da una vegetazione rigogliosa. Un problema "unicamente estetico" a detta dei tecnici, ma che in realtà non fa dormire sonni tranquilli gli abitanti della popolosa frazione. Abitanti che reclamano un intervento di ricavatura del torrente come non si vede ormai da oltre 15 anni, con tanto di rimpallo di responsabilità tra il Consorzio di Bonifica e la Regione per il problema dello smaltimento dei fanghi, come emerso anche nel dibattito del 13 maggio a La Serra con l'assessore Fratoni.
Ad ogni modo, al di là delle responsabilità, la situazione del torrente a monte di Ponte a Egola è decisamente peggiore di quanto non lo sia a ridosso del paese. I troppi anni di mancata manutenzione hanno trasformato l'alveo in un pericoloso saliscendi, dove ai punti più profondi si contrappongono veri e propri banchi di depositi che hanno alzato il letto del fiume. Il tutto unito a piante e tronchi che hanno costretto l'acqua a cercare "strade" alternative. E il risultato sono sponde erose e franate in più punti, senza che siano mai stati completati gli interventi a tutela delle zone rurali e delle coltivazioni agricole, già devastate e distrutte dagli allagamenti di aprile. Limitarsi a pulire e rinforzare gli argini solo in prossimità dei ponti, come è stato fatto finora, sembra non essere la soluzione migliore.
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