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Pontedera

IN VENDITA DUE IMMOBILI E GLI ARREDI

Eredità Fanali, tre giorni scegliere cosa comprare

PISA. Il privato che diventa pubblico. Offerto a chi vorrà acquistare la porzione della vita degli altri. I libri letti o sfogliati. I dischi ascoltati, stoviglie, tappeti, quadri. Gli arredi, ma...

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PISA. Il privato che diventa pubblico. Offerto a chi vorrà acquistare la porzione della vita degli altri. I libri letti o sfogliati. I dischi ascoltati, stoviglie, tappeti, quadri. Gli arredi, ma anche elettrodomestici e oggetti di una quotidianità interrotta dalla morte di chi abitava nella casa che per tre giorni si trasformerà in una vetrina. Lo stesso immobile in via del Martello potrà essere acquistato. È una delle due abitazioni - l’altro è ad Agnano - dove sono custoditi i beni della maestra, Fiorella Fanali, l’insegnante deceduta il 15 marzo 2015 che ha lasciato la sua eredità a un’associazione animalista e, soprattutto, all’università.

Un lasciato di almeno 600mila euro. L’ateneo ha deciso di vendere le due case e quello che c’è dentro. L’occasione per esporre i lotti fissa in tre giorni le giornate che nel gergo delle aste si chiamano “Open house”: il 20, il 22 e il 27 settembre, dalle 9 alle 18, si potrà entrare nell'abitazione di via del Martello 27 a caccia di un oggetto da comprare. Tutto sarà venduto al valore dell’inventario.

Fiorella Fanali, vedova del professor Piero Consani, era un’insegnante elementare, con trascorsi anche a Uliveto Terme, deceduta a 78 anni nel marzo 2015. Era rimasta per nove mesi in una cella frigorifera a medicina legale per cavilli legati all'accettazione dell'eredità che la donna aveva destinato all'università, a un'associazione pediatrica nel frattempo cessata nella sua attività e al Rifugio Tom. Gli eredi indicati con quote diverse nel testamento olografo dovranno, però, dividere il ricavato delle vendite con i parenti che fino al quarto grado possono vantare diritti per ereditare. Di sicuro i funerali al cimitero di via Pietrasantina furono pagati dall’università.

Una cerimonia con poche amiche, quelle del quartiere San Giusto, esponenti della Pubblica Assistenza e della Misericordia e il direttore dell’ateneo, Riccardo Grasso.

Nessun parente. Che, al contrario, hanno bussato alla porta del notaio per far valere i loro diritti. Almeno metà del patrimonio (due case, asta per i mobili e liquidità in banca) finirà nelle tasche di chi era stato escluso dal testamento. Con buona pace della maestra che aveva pensato di destinare quasi tutti suoi averi all’università per finanziare borse di studio.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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