Il dolore
Timori per le sorti della Cassa di San Miniato
La banca verso la vendita. Il sindaco Vittorio Gabbanini: "Non vogliamo trovarci di fronte al fatto compiuto"
SAN MINIATO. Le sorti della Cassa di Risparmio di San Miniato tengono il comprensorio col fiato sospeso. Il clima generale è quello dell’attesa, in vista di una scelta che dovrebbe essere davvero questione di giorni. Unico elemento certo, come anticipato da Il Tirreno, è la presenza di due offerte per l'acquisto dell'istituto di credito sanminiatese. Offerte su cui la Banca d'Italia attende una decisione a stretto giro per poi pronunciarsi.
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In ogni caso, per la banca di San Miniato si apriranno scenari inediti. Scenari che preoccupano gli amministratori e gli imprenditori della zona, per le possibili ricadute sul tessuto economico ma anche sui rischi occupazionali di un’eventuale riorganizzazione della Cassa Spa, che ha chiuso il bilancio 2015 con un rosso di 67,6 milioni. Senza dimenticare la rivoluzione che interesserà anche la Fondazione, destinata in ogni caso a ridimensionare la partecipazione nella Cassa, se non addirittura a cedere la totalità delle azioni.
Del futuro della Cassa si è parlato anche a palazzo Grifoni a luglio nell’ultima assemblea dei soci della Fondazione. «In quella occasione, senza fare polemica - racconta il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini - ho detto che ci dispiacerebbe sapere tutto a cose fatte. Ci dispiace sapere le cose dai giornali. Noi sindaci ovviamente siamo molto preoccupati, perché un conto è avere una banca che ha testa, cuore e gambe sul territorio e un altro è averne una con la testa altrove. Ovviamente siamo preoccupati anche per le possibili ricaduta sul personale».
Uno scenario incerto che tiene in allerta anche molte aziende.«Perché è vero che nel comprensorio abbiamo tanti istituti di credito - dice Alessandro Francioni, vicepresidente dell'Associazione conciatori e socio della Fondazione - ma è anche vero che i nostri genitori si sono sviluppati perché alle spalle avevano la Cassa di Risparmio di San Miniato e tante delle nostre aziende sono ancora legatissime a questo istituto. Per il territorio rischia di essere una perdita non indifferente».
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«La speranza è che possa essere salvaguardato il legame col distretto, magari mantenendo la stessa governace a tutela della continuità - dice il presidente del Consorzio conciatori Michele Matteoli (nonché socio della Fondazione) - Per quanto riguarda la Fondazione, credo che la decisione sia stata presa e sarà comunicata a breve. Siamo tutti in attesa di certezze».
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