Il dolore
«Nuovi orari a causa dei pochi scuolabus»
BIENTINA. Alle accuse di aver posticipato di venti minuti l’orario d’ingresso e di uscita degli alunni della scuola primaria, la preside dell’istituto comprensivo Iqbal Masih di Bientina e Buti...
BIENTINA. Alle accuse di aver posticipato di venti minuti l’orario d’ingresso e di uscita degli alunni della scuola primaria, la preside dell’istituto comprensivo Iqbal Masih di Bientina e Buti replica dicendo che «si tratta di un cambiamento dovuto alla mancanza di scuolabus» e che, comunque, «è stata una decisione presa con il sindaco di Bientina e l’assessore comunale alla scuola».
Sandra Fornai non ha preso benissimo il fatto di essere stata tirata in ballo in una vicenda che non finirà certo in un giorno. Oggi è in programma un incontro tra la dirigente scolastica e i genitori che hanno cominciato una raccolta di firme per chiedere alla scuola di tornare indietro sui propri passi. E, c’è da scommetterci, si saranno ulteriori prese di posizione rispetto a una situazione che sta creando incomprensioni.
«Tutto è nato dalla creazione di una classe della scuola media a settimana corta - riprende Fornai - Un provvedimento che è diventato operativo a gennaio e che prevede lezioni dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 14. Quando siamo arrivati alla definizione della logistica per l’anno scolastico che sta per cominciare, è emersa la necessità di razionalizzare il servizio di trasporto. Una questione sollevata dall’amministrazione comunale che ha, comunque, sempre avuto un particolare occhio di riguardo per il mondo della scuola, con numerose opere di sostegno alla didattica e alle varie iniziative per gli studenti e per i docenti».
L’uscita contemporanea di tutti gli alunni dell’istituto comprensivo alle 13 non era sostenibile. Ed è stata deciso di sfalsare gli orari per poter consentire ai pullmini a disposizione di trasportare bambini e ragazzi alle loro case senza disservizi. «Io, però, non rappresento un organo che stabilisce le politiche con cui viene governato un territorio o che ha risorse da destinare a un servizio piuttosto che a un altro - precisa la preside - Sono un semplice tecnico che non può fare scelte di questo tipo».
Da qui il cambio di orario che ha scatenato il putiferio. E che è destinato a ulteriori confronti tra le parti in causa di una vicenda che riguarda 1.500 studenti (e relative famiglie), di cui 700 che frequentano la scuola primaria, l’ex elementare per intenderci.
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