Il Tirreno

Pontedera

Faccia pulita, il poster del campione in camera: sono “la meglio gioventù”

Faccia pulita, in camera ancora lo zaino carico di libri e un diario pieno di compiti da svolgere, oltre al poster del campione preferito, l’idolo da emulare, e, se possibile, superare. Tra un...

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Faccia pulita, in camera ancora lo zaino carico di libri e un diario pieno di compiti da svolgere, oltre al poster del campione preferito, l’idolo da emulare, e, se possibile, superare. Tra un impegno e l'altro. Perché anche se all'apparenza sono giovani spensierati, in realtà conducono una vita con regole, e soprattutto tempi, ben delineati. Sono gli atleti di spicco del nostro territorio, ragazzi e ragazze che riescono a conciliare le tappe tradizionali della gioventù con un programma da sportivi di primo piano. Sedute di allenamento estenuanti, gare internazionali spalmate qua e là sul calendario e un ritmo quotidiano frenetico, reso leggero dalla grande passione che ognuno nutre per la propria disciplina.

Perché lo sport, prima di tutto, è sacrificio. O almeno, lo è se si decide di farne una ragione di vita, un fiore all'occhiello personale di cui andare fieri. In queste pagine, abbiamo deciso di raccontare le storie di diversi sportivi: dalle giovanissime pattinatrici della Polisportiva Pontedera-Bientinese, che sognano la nazionale e intanto fanno scorpacciata di medaglie ai campionato italiani, ai tre "assi" del rugby, che dal campo di allenamento della Bellaria Cappuccini sono arrivati in serie A. Passando per la pallavolo, per i successi mondiali nel canottaggio ottenuti dagli allievi della Canottieri Pontedera - società che ha sfornato campioni del remo capaci di conquistare medaglie olimpiche come Leonardo Pettinari e Lorenzo Bertini - fino allo strapotere dei fratelli Trevisan nel tennis.

Ognuno con le proprie debolezze, le proprie paure e le proprie ambizioni. Ripide salite verso la vittoria affrontate con la determinazione di chi sa che ce la farà, anche se non ha ancora chiaro come, ce la farà. Parentesi prestigiose di sport meno “glamour” del calcio, inteso come quello che si pratica nelle palestre sotto le nostre abitazioni, o nel fiume che ci piace immortalare al tramonto, coi colori caldi del sole che saluta tutti e se ne va a dormire. Racconti di emozioni che si accavallano: dalla fatica, alle braccia alzate al cielo in segno di vittoria. D'altronde, ce lo hanno insegnato campioni come Pietro Mennea: «La fatica non è mai sprecata. Soffri, ma sogni»; o Muhammad Alì: «Impossible is nothing» .

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