Attenzione
Dario, Antonio e Nicolò a meta, in serie A
La loro è una storia fatta di determinazione e di sogni che si realizzano. Non hanno mai smesso di crederci, hanno preso botte e ingoiato polvere. Sacrifici ripagati in un attimo, da una telefonata,...
La loro è una storia fatta di determinazione e di sogni che si realizzano. Non hanno mai smesso di crederci, hanno preso botte e ingoiato polvere. Sacrifici ripagati in un attimo, da una telefonata, arrivata dal Cavalsesto Rugby, squadra di serie A, figlia della collaborazione tra Cavalieri Prato e Sesto Rugby.
Dario Campani, Antonio Tangredi e Niccolò Bottari sono approdati sul punto più alto della palla ovale nazionale. Tutti e tre sono passati dal Bellaria Rugby, prima di spiccare il volo verso la A. Dario Campani, 183 centimetri d’altezza per 90 chili, classe 1997, dopo un percorso nell'Accademia zonale di Prato è stato riconfermato nel ruolo di flanker o tallonatore: ha esordito in serie A nella stagione scorsa a soli 19 anni. Il suo primo approccio con placcaggi e mischie lo ha avuto nella gruppo sportivo di Pontedera, presieduto da Piero Becattini. Così come Antonio Tangredi e Nicolò Bottari, che hanno giocato con la maglia della Bellaria, ma le ultime due stagioni le hanno vissute nelle fila del Livorno Rugby. Antonio, 184 centimetri per 135 kg, nato nel 1991, gioca da pilone destro ed è soprannominato "Gundam" dagli ex compagni di squadra della Bellaria, per quella volta che, in uno dei suoi primi allenamenti, provò a fermare un pallone con il "pugno supersonico". Nicolò, alto 1 metro e 90 per 98 kg, 26 anni, detto "il rosso" per la folta chioma rossissima, riveste il ruolo di terza linea ed è dotato di una fisicità fuori dal comune. È un grande lavoratore e un esempio di correttezza.
La notizia dell’ascesa dei tre rugbisti in serie A è stata festeggiata dalla Bellaria con un augurio pubblicato sul sito della società: «Il Bellaria Rugby tiene a fare ai tre atleti i più sentiti auguri, ribadendo che sono motivo di vanto per la società che li ha cresciuti e orgoglio per tutti i rugbisti di Pontedera e dintorni», ha scritto il sodalizio verdeblù. Nel frattempo, i tre talenti si godono il momento senza fantasticare: «Siamo giocatori di serie A, ma a differenza dei calciatori non riusciamo a mantenerci giocando a rugby. La nostra scalata è partita dal basso - racconta Nicolò Bottari - e non è ancora finita. Non ci piace volare troppo con la fantasia, intanto pensiamo al 2 ottobre, quando inizierà il campionato e sarà subito derby contro Firenze». (t.s.)
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