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In lizza una cordata messa in piedi da Ernst & Young

In lizza una cordata messa in piedi da Ernst & Young

SAN MINIATO. «Europa Investimenti opera sul mercato quale investitore professionale della crisi d’impresa. Europa Investimenti agisce nell’ambito delle situazioni di grave difficoltà o di dissesto...

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SAN MINIATO. «Europa Investimenti opera sul mercato quale investitore professionale della crisi d’impresa. Europa Investimenti agisce nell’ambito delle situazioni di grave difficoltà o di dissesto con l’obiettivo di individuare asset insinuati all’interno di una situazione complessa e liberarne il valore con interventi di ristrutturazione del debito e/o definizione dei contenziosi attivi e passivi sottostanti».

Così si presenta sul sito Internet Europa Investimenti, società milanese interessata a entrare nel capitale della Cassa di Risparmio di San Miniato, la banca guidata dall’amministratore delegato Divo Gronchi e dal direttore generale Alberto Silvano Piacentini.

Una soluzione, quella di Europa Investimenti, che sarebbe caldeggiata all’interno della Spa, mentre la Fondazione punterebbe sulla cordata messa in piedi da EY (Ernst & Young). Secondo quanto ha riportato nei giorni scorsi “Il Messaggero”, la società di consulenza inglese ha organizzato un gruppo di investitori da riunire una cosiddetta società veicolo. La cordata potrebbe vedere anche l’ingresso di una società d’investimento straniera e avrebbe un partner industriale: indiscrezioni parlano di una banca popolare del centro Italia, ma non ci sono conferme.

Nel capitale di Carismi, che detiene una quota della Cassa di Risparmio di Volterra, c’è anche la Società Cattolica di Assicurazione (25%) che comunque non sarebbe intenzionata a sottoscrivere l’aumento di capitale già deciso.

La Cassa di Risparmio di San Miniato, fondata nel 1830 da monsignor Torello Pierazzi, è una delle più antiche in Italia. Nello statuto originario si legge che lo scopo principale era quello di essere banca per il popolo, per la cittadinanza anche di piccole e sperdute località. «Tale finalità, seppure in forme diverse - si legge sul sito web della banca - caratterizza a tutt’oggi l’attività del nostro istituto che rimane profondamente inserito nel contesto sociale ed economico del territorio in cui opera».

Con la legge Amato la Cassa di Risparmio di San Miniato è divenuta società per azioni, mentre la Fondazione svolge attività orientate al sostegno di iniziative culturali e sociali nonché alla conservazione del patrimonio storico-artistico.

Al 31 dicembre scorso la Cassa aveva 682 dipendenti contro i 665 del 31 dicembre dell’anno prima. La banca è presente con almeno uno sportello in tutte le province e capoluoghi toscani e nelle città di Milano e Roma. Il territorio a più alta intensità di filiali è il Valdarno Inferiore. Nelle province di Firenze e Pisa si concentrano i due terzi degli sportelli della banca che complessivamente, a fine 2015, ne contava 86.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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