Lutto
Cento firme per dire no al nuovo orario a scuola
Bientina: genitori sul piede di guerra per la scelta della preside del comprensivo Posticipati di venti minuti l’ingresso e l’uscita, domani un incontro di chiarimento
BIENTINA. Con una semplice circolare, la preside dell’istituto comprensivo Iqbal Masih di Bientina e Buti, Sandra Fornai, scatena un vero putiferio. Nel documento ci sono gli orari d’ingresso e di uscita degli alunni dalle varie scuole che compongono l’istituto. Ma la variazione prevista per i bimbi della primaria non passa inosservata. E i genitori montano sul piede di guerra promettendo battaglia. Intanto hanno raccolto cento firme contro il posticipo di venti minuti dell’orario di entrata in classe e di fine delle lezioni. Domani incontreranno la dirigente scolastica per un primo chiarimento.
L’allarme tra i genitori è scattato come succede sempre in questi casi. Una chiacchiera fra pochi, un tam tam che si allarga e che trasloca sul mezzo di comunicazione più usato di questi tempi, Whatsapp. E che i genitori di bambini che frequentano le scuole dell’infanzia, primaria e medie trasformano in gruppi in cui confluiscono serie infinite di messaggi. Il flusso d’informazioni tratteggia l’origine della decisione presa dalla preside Fornai. «Per motivi di organizzazione degli scuolabus - spiegano alcuni genitori - è stata fatta una sorta di indagine tra alcune famiglie di bimbi che frequentano la scuola primaria. Ne è venuto fuori che spostare in avanti di venti minuti l’orario d’ingresso e di uscita da scuola non sarebbe stato un problema. Così è stato deciso di allargare questo cambiamento a tutti. Il problema è che la preside ha fatto la sua ricerca interpellando solo 25 persone. Un campione troppo ridotto per rappresentare i bisogni della maggioranza».
Che, fatalmente, è insorta cominciando una raccolta di firme che, al momento, ha trovato l’adesione della metà delle famiglie i cui bambini sono iscritti alla scuola primaria dell’istituto comprensivo di Bientina a Buti. «Proseguiremo anche nei prossimi giorni», dicono ancora alcuni genitori che fanno parte della protesta.
Intanto, però, resta la comunicazione della scuola che sposta l’ingresso dalle 8 alle 8,20 e l’uscita dalle 13 alle 13,20. «Intanto c’è da stravolgere l’organizzazione dei genitori - dicono ancora i rappresentanti delle famiglie contrarie al cambio di orari - perché dobbiamo calibrare i nostri orari d’ingresso al lavoro con quelli della scuola. Ma soprattutto ci saranno bimbi che, uscendo alle 13,20 e dovendo fare un tragitto lungo per andare a casa, magari con gli scuolabus, saranno costretti a mangiare alle 14. Col rischio di avere ripercussioni sul resto della giornata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
