Il dolore
È guerra tra sindacati: la Cgil querela la Cisl
Finisce in procura la lite sull’intesa salariale nell’ex Azienda sanitaria locale Due sindacalisti denunciano la responsabile della Funzione Pubblica
PONTEDERA. Lo scontro sindacale esce dall’alveo della dialettica, anche feroce, tra le varie anime delle rappresentanze dei lavoratori e approda in Procura. Dalla lotta per i contratti alle carte bollate. Ma non contro i datori di lavoro. Stavolta le denunce sono interne ai sindacati. Lo scontro prende la forma della querela presentata da due sindacalisti della Cgil contro la responsabile provinciale della Cisl Funzione Pubblica, Cinzia Ferrante. Mario Di Maio, della Rsu aziendale dell’ex Asl 5 in quota Cgil, e Michele Orsi, segretario generale della Funzione Pubblica dello stesso sindacato, hanno firmato una querela contro la collega della Cisl accusandola di diffamazione. L’atto è già stato depositato in Procura.
Accordo contestato. L’oggetto del contendere è la firma dell’accordo sulle progressioni orizzontali per il personale a tempo indeterminato dell’azienda sanitaria, gran parte del quale riguarda l’ospedale Lotti di Pontedera e in subordine i presìdi territoriali. La Cisl non ha mai fatto mistero di considerare quell’intesa un accordo sconveniente, «grida vendetta» fu scritto sul giornalino sindacale, che, a suo dire, riduce la platea dei beneficiari stabilendo criteri non condivisibili per le valutazioni dei lavoratori. Di contro la Cgil ha difeso e ribadisce la bontà del patto e non accetta che, in assemblee pubbliche e in volantini e house organ sindacali a marchio Cisl, si sia lasciato intendere che l’intesa fosse il frutto di una vicinanza-connivenza tra Cgil e azienda a vantaggio di alcuni iscritti. Con la querela Di Maio e Orsi alzano il cartellino rosso alle accuse del sindacato diventato antagonista nella partita per infilare più soldi nelle buste paga dei lavoratori Asl.
Allusioni e sospetti. Si legge sul blog della Cisl-Fp: «A fine 2015, azienda, organizzazioni sindacali e Rsu si incontravano per discutere della progressione economica. Fronte sindacale compatto. Ad un certo punto Cgil, Uil e Nursind e i loro rappresentanti in Rsu si staccano e corrono a firmare un accordo al ribasso che accoglie a tutto tondo il diktat aziendale, dando degli irresponsabili alla Cisl-Fp che non firmò l’accordo e che voleva altri criteri di valutazione. Qualche giorno dopo furono nominati dei nuovi coordinatori. Andate a vedere alcuni nomi». Un’allusione, tra le tante, che per Di Maio e Orsi sconfina nel codice penale.
Beneficiari aumentabili. Per la Cisl «soltanto 843 persone hanno avuto la fascia economica superiore su 1610 dipendenti a tempo indeterminato della ex Usl 5, ossia il 52 per cento. Ognuno può cercare di far tornare i numeri come crede, pensando forse che i lavoratori siano sciocchi, ma il dato rimane questo». Secondo il sindacato querelato c’era «la possibilità di far partecipare alle progressioni di carriera almeno il 70% dei dipendenti».
I numeri. L’accordo firmato dalla Cgil e contestato dalla Cisl destina 700mila euro alle progressioni economiche, l'importo medio individuale è di circa 823 euro lordi annui. Intesa a parte, le invettive Cisl sono state ritenute della Cgil diffamatorie. E la partita sindacale si trasforma in conflitto giudiziario.
Pietro Barghigiani
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