Meno soldi per la ciclopista Il Valdarno resta a bocca asciutta
A dare la doccia fredda ai Comuni è stata la Regione: il tracciato previsto dal progetto non convince Sindaci e assessori sul piede di guerra: «Per noi rimangono validi gli accordi che abbiamo preso»
SAN MINIATO. Sembra diventare più complicata del previsto la partita per la ciclopista dell'Arno, la grande pista ciclabile che la Regione è intenzionata a realizzare lungo tutto il corso del fiume. Troppo pochi, rispetto alle attese, i finanziamenti messi in conto per il 2017, tanto che la Regione sarebbe orientata a finanziare per adesso solo i Comuni che hanno già i progetti esecutivi, "congelando" il tracciato che dovrà attraversare il Valdarno da Marcignana alla Rotta. Tracciato per il quale era già stata finanziata la progettazione, ormai in dirittura d'arrivo, in attesa di uno stanziamento da 1,7 milioni che il prossimo anno avrebbe permesso di dare il via ai cantieri. Il comprensorio, invece, dovrà attendere una seconda tranche che rischia di slittare al 2019. A dare la doccia fredda ai sei Comuni del Valdarno è stato nelle scorse settimane il dirigente regionale alla mobilità Riccardo Buffoni, come conferma l'assessore ai lavori pubblici di San Miniato Marzia Fattori.
«Per ovviare al problema - racconta - Buffoni ci ha proposto di appoggiarci a loro partecipando a un bando dell'Unione europea sulle piste ciclabili. Il problema dei bandi europei, però, è che devono essere in parte finanziati anche dai Comuni».
In attesa di avere le risorse, comunque, dovrà essere sciolto a breve il problema del tracciato della ciclopista. L'idea dei 6 Comuni, infatti, è quella di proseguire il tracciato proveniente da Empoli fino a San Pierino, dove la pista attraverserebbe il ponte per proseguire attraverso Fucecchio, Santa Croce e Castelfranco, dove con un secondo attraversamento sull'Arno si proseguirebbe nel territorio di Montopoli in direzione La Rotta. La Regione, però, avrebbe sconsigliato di attraversare due ponti suggerendo un itinerario tutto sulla sponda sinistra, anche per ovviare ai problemi di spazio emersi dalla parte opposta. La ciclopista, infatti, dovrà avere due corsie per senso di marcia, ciascuna con 1 metro e mezzo una larghezza, ma non potrà passare sulla sommità dell'argine per il divieto all'installazione di parapetti.
«È vero - dice l'assessore di Santa Croce Marco Baldacci - ma stiamo valutando di creare un percorso in golena: è un'ipotesi realistica. Qualora poi si decidesse di passare sulla sponda sinistra, Santa Croce potrà comunque puntare al bando per i cosiddetti tracciati urbani. La questione sarà sciolta solo la prossima settimana».
L'assessore di Montopoli Alessandro Varallo, del resto, ricorda che i Comuni hanno lavorato seguendo le direttive dettate della Regione. «Fin quando non ci sarà niente di scritto - dice - gli impegni restano quelli che la Regione in primis ha sottoscritto. Nel merito del progetto, la Regione sapeva che la nostra idea era quella di toccare tutti i Comuni, perché la ciclopista dovrà essere per tutti la "dorsale" di partenza dei percorsi urbani».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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