Il Tirreno

Pontedera

polemica con la prefettura

Fa arrabbiare il sindaco l’arrivo di tre profughe

CASTELNUOVO VALDICECINA. Per ora le tre profughe provenienti dall’Etiopia sono ospitate in un appartamento che l’amministrazione comunale di Castelnuovo Valdicecina teneva libero per far fronte a...

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CASTELNUOVO VALDICECINA. Per ora le tre profughe provenienti dall’Etiopia sono ospitate in un appartamento che l’amministrazione comunale di Castelnuovo Valdicecina teneva libero per far fronte a casa di emergenze abitative. A giudicare dall’arrabbiatura nei confronti della prefettura del sindaco, Alberto Ferrini, non ci resteranno a lungo. «Ho scritto una mail di posta certificata al prefetto per capire cosa è successo. Avevamo detto di non essere disponibili a ospitare profughi. Invece la Croce rossa ci ha portato queste tre donne senza che nessuno ci dicesse niente. È davvero inammissibile».

Il caso è di un paio di giorni fa. Ferrini scrive un post al vetriolo sulla sua pagina Facebook spiegando cosa era successo. «Il razzismo non c’entra nulla - spiega il sindaco - Qui siamo di fronte a una situazione assurda. L’anno scorso ci eravamo tirati fuori dal discorso accoglienza di profughi perché non abbiamo strutture e perché abbiamo già il secondo tasso di presenza d’immigrati della provincia di Pisa. Da quel momento non abbiamo più partecipato a riunioni su questo tema e non ci siamo più interessati all’argomento. Poi ecco arrivare queste tre donne di cui non sapevamo niente».

In un primo momento le profughe sono state sistemate in un affittacamere del paese. «Dovevamo sistemare l’appartamento che usiamo per tamponare problemi di emergenza abitativa - riprende Ferrini - Poi le abbiamo fatte alloggiare nell’abitazione. Però questa faccenda va risolta. La nostra coscienza ci obbliga a dare loro ospitalità, ma non esiste che si prendano decisioni di questo tipo senza avvisare l’amministrazione che governa questo territorio».

Si prevede, quindi, un periodo di conflitti tra Castelnuovo Valdicecina e la prefettura pisana su un tema molto delicato. «Credo che per portare persone in attesa di asilo in un territorio serva o un accordo col Comune - sottolinea ancora il sindaco - oppure un’ordinanza da parte della prefettura in cui s’impone l’arrivo dei profughi in una struttura privata con cui è stato raggiunta un’intesa. E in quest’ultimo caso non avremmo la possibilità di opporci. Siccome siamo di fronte a nessuna delle due ipotesi, credo che da Pisa mi debbano una spiegazione. E soprattutto è necessario trovare una soluzione alternativa al caso di queste tre donne che ci sono state recapitate come pacchi postali senza neppure avvisarci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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