Gioco
Marconcini ci ripensa: vicina la “pace” con i ristoratori
Sembrano aver avuto effetto le pressioni per mettere fine al “boicottaggio” Anche i due titolari degli esercizi presi di mira invitano alla distensione
PONTEDERA. Due passi indietro. Uno compiuto a metà, l'altro non ancora ufficiale. La vicenda "Marconcini-ristoratori" si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo gli scontri a distanza dei giorni scorsi, dalla zona industriale di Gello arrivano i segnali di una pace che, con tutta probabilità, sarà cosa fatta nei prossimi giorni.
La storia. Ricapitolando. All’inizio della scorsa settimana, alcuni cittadini di Pontedera e di altri comuni limitrofi hanno indetto una raccolta firme per dire "basta" ai cattivi odori provenienti dal complesso industriale di Gello, dove si trovano la discarica di Ecofor Service e l'impianto di compostaggio dell'organico di Geofor. Il Tirreno segue da subito la vicenda, intervistando i residenti stanchi di respirare maleodoranze quasi quotidianamente. Parlano anche alcuni titolari di attività, raccontando la loro convivenza con gli odori nauseanti. A distanza di un paio di giorni dalle dichiarazioni rilasciate al giornale, due ristoratori ricevono una comunicazione da parte di Geofor, che rende nota l'interruzione della convenzione per i pasti ai propri dipendenti. Una mossa comandata dal presidente dell'azienda che si opera nell'ambito della gestione dei rifiuti, Paolo Marconcini. E la polemica prende fuoco. Sulla questione intervengono: Confesercenti, Confcommercio e anche il sindaco di Pontedera Simone Millozzi, oltre a numerose forze politiche del territorio. Tutti chiedono a Marconcini di tornare sui propri passi, annullando quella che, all'apparenza, sembra una ritorsione nei confronti degli esercenti che hanno espresso la loro opinione sulla stampa.
La lettera dei ristoratori. Dopo le polemiche velenose, ieri la vicenda ha subìto una lieve sterzata verso un clima più sereno. I ristoratori "puniti" da Marconcini sono usciti allo scoperto e lo hanno fatto con una lettera che assomiglia a una richiesta di armistizio. «I ristoratori del polo ambientale richiedono a Geofor di ripristinare la convenzione e i rapporti interrotti a causa delle recenti polemiche. Riconosciamo - scrivono i proprietari dei due locali finiti nel mirino di Geofor - la funzione strategica per il territorio delle aziende che lavorano nel settore dei rifiuti. Il ruolo da esse storicamente svolto è strategico nella zona in cui siamo venuti ad operare ed è importante anche per noi. Questo riconoscimento - proseguono i ristoratori - non fa venir meno la nostra richiesta, che si unisce a quella di coloro che chiedono che siano evitate le maleodoranze che talora si verificano. Prendiamo atto però della volontà dichiarata dalle aziende dei rifiuti di operare e di investire per risolvere tali problemi e ci auguriamo che ciò sia realizzato veramente nell'interesse dell'ambiente e del lavoro di tutti noi». La comunicazione è firmata da Lorino Morelli e Gabriele Barsotti, titolari rispettivamente di Lori's Bar e del ristorante La Piccola Lanterna, situati entrambi nei pressi della zona industriale. Sono loro i due esercenti che hanno fatto infuriare il presidente Geofor Paolo Marconcini.
Tutto come prima. Non ci sono comunicati ufficiali e neppure dichiarazioni del diretto interessato, che dallo scoppio della polemica è praticamente irrintracciabile. Ci sono, però, una serie di indiscrezioni che arrivano dagli uffici Geofor. Sembra che Paolo Marconcini sia pronto a ritornare sui propri passi, ripristinando le convenzioni con i due ristoratori. Il comunicato, che sancirebbe definitivamente la pace tra Geofor e i due locali, potrebbe essere diramato già oggi. D’altronde, la lettera di Lori's Bar e della Piccola Lanterna fa pensare a una stretta di mano imminente tra le parti. Soluzione che è stata caldamente richiesta anche da Millozzi e dalle associazioni di categoria, come spiegato in precedenza. I ristoratori dunque gettano acqua sul fuoco e spalancano la porta alla riconciliazione con Marconcini, che presto potrebbe accettare e mandare di nuovo a mangiare i propri dipendenti nei due locali.
Tommaso Silvi
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