Sicurezza
Centro diurno: tra Sds e Comune è scontro sul futuro degli anziani
La giunta di Cascina propone di trasferirli al Remaggi, «ma la Società della Salute si oppone e propone di trasferire gli ospiti in altre residenze sanitarie assistenziali fuori dal comune»
CASCINA. È ancora polemica sul futuro del centro diurno di Zambra e sul destino che attende gli ospiti. Sullo sfondo un braccio di ferro tra la Società della Salute della zona pisana e il Comune di Cascina. Che ora interviene attraverso gli assessori Edoardo Ziello (welfare) e Dario Rollo (bilancio).
«Il centro semiresidenziale (diurno) di Zambra, non essendo proprietà comunale, è esposto alle scelte di mercato che i suoi gestori intendono intraprendere - dicono - Il Comune aveva già parlato con il presidente della cooperativa che gestisce il centro e sembrava che il trasferimento del servizio alla Rsa "Asp Remaggi" non solo fosse possibile, ma anche logicamente normale, viste le attività già svolte nella medesima Rsa. La Sds, mostratasi incomprensibilmente (e inopportunamente) solerte nel diffidare il "Remaggi" a non farsi avanti nell'offerta di assistenza ai pazienti dimessi dal centro "Casarosa" (perché non avrebbe un "Centro diurno" - semiresidenziale - autorizzato), ha però proposto, per mezzo stampa, alcune strutture alternative, tra cui "Villa Isabella", una Rsa, esattamente come il Remaggi, struttura residenziale. Per di più nella struttura proposta da Sds il personale dipendente sarebbe della cooperativa che attualmente gestisce il centro di Zambra e che ha intenzione di chiudere. Le altre strutture indicate da Sds, semiresidenziali, sono autorizzate per la stessa tipologia di pazienti (anziani non autosufficienti anche gravi), per i quali è autorizzata l'Asp Remaggi, che, vieppiù, è residenziale; dunque, fornisce garanzie maggiori in termini di personale e assistenza, nonché di requisiti strutturali e tecnologici».
Secondo i due assessori, «la Società della Salute, ignorando che la sostanza del problema, in ordine al Remaggi non sussiste, ignora che, per giunta, il "Remaggi" deve altresì la propria capacità assistenziale a un accordo di programma tra Regione Toscana, Asl e Sds, approvato con decreto del presidente della giunta regionale n. 145 del 3 ottobre 2010, in cui venivano erogati due contributi di 230.000 euro ciascuno, per Rsa e "Centro diurno" di Remaggi. Ancora, secondo il Presidente della Sds pisana, la "Asp Remaggi" non sarebbe nelle condizioni di ospitare un centro diurno nel breve periodo e occorrerebbero - addirittura - degli investimenti strutturali. Stride l'idea di dover operare investimenti così ingenti, e già in parte finanziati dalla Regione attraverso la stessa Sds, al fine di far integrare alla struttura i requisiti richiesti al fine di ospitare un centro diurno, quando già il Remaggi eroga pienamente un servizio, per giunta residenziale, per i malati con gravi disabilità e non autosufficienti, in convenzione con la Asl da diversi anni».
Nei giorni scorsi il Comune ha incontrato una delegazione delle famiglie degli ospiti del Centro di Zambra: «Ci hanno ribadito la loro ferma volontà di non abbandonare il territorio di Cascina, poiché il trasferimento quotidiano dei propri familiari sofferenti, in strutture fuori Cascina, potrebbe pregiudicare la salute degli stessi. Anche per tale ragione, la Asp Remaggi sarebbe la destinazione ideale sia per i pazienti, sia per le loro famiglie. Il Comune, inoltre, si farebbe carico, per ogni ospite, della differenza di quota sociale (alberghiera) normalmente richieste per la fruizione dei servizi della Rsa rispetto ad un centro diurno. Poco o nulla cambierebbe, per il resto, in ordine all'incidenza sulla spesa pubblica, poiché una sistemazione al Remaggi invece cha a Pisa, comporterebbe un risparmio sui costi di trasporto in grado di controbilanciare i maggiori oneri sulla quota sanitaria».
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