Sicurezza
Ricordata la Liberazione a Cascina
Alla cerimonia oltre alle associazioni combattentistiche era presente una delegazione dell'esercito statunitense di Camp Darby
CASCINA. Le note di "Bella ciao" e canzoni partigiane, intonate da un gruppo di cittadini, hanno accompagnato la cerimonia che si è svolta a Cascina, comune amministrato dopo 70 anni e per la prima volta da una sindaca leghista, il 72esimo anniversario della Liberazione della città, avvenuta il 4 settembre 1944.
La cerimonia, che quest'anno è stata molto partecipata, è iniziata alle 9, con il raduno delle autorità e delle associazioni combattentistiche davanti al municipio. Presente la sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, il deputato leghista Guglielmo Picchi, pronipote del partigiano, ucciso a Cascina, Nevilio Casarosa, Bruno Possenti, presidente comitato provinciale dell'Anpi di Pisa, Lando Neri, partgiano, Libero Cosci, della divisione “Acqui”, sopravvissuto alla strage di Cefalonia, i rappresentanti delle sezioni Anpi di Cascina e di Navacchio, della Pubblica assistenza di Cascina, il sindaco di Calci, Massimiliano Ghimenti, Lorenzo Del Zoppo, vicesindaco di Vecchiano, Simona Cestari, assessore del Comune di Casciana Terme-Lari, e la rappresentanza della base dell'esercito statunitense di Camp Darby, guidata dal vice comandante della guarnigione David J. Leinberger.
Bruno Possenti, che ha ricordato il contesto storico in cui è avvenuta la Liberazione della città, ripercorrendo le tappe della Resistenza, della Liberazione e della costituzione della Repubblica italiana e ricordando anche il ruolo che nella resistenza ebbero le donne.
L'onorevole Picchi ha ricordato i motivi che lo legano a Cascina e alla figura del pro-zio Nevilio Casarosa, sottolineando come l'obiettivo del movimento di Resistenza fu quello di ridare la libertà ad un territorio e come ogni popolo che voglia dirsi unito ha la necessità di avere una memoria collettiva condivisa.
La sindaca Ceccardi ha concluso gli interven_ riflettendo sulla barbarie dei totalitarismi, sul loro tentativo di attaccare le libertà individuali e citando Thomas Jefferson, tra i padri fondatori degli Stati Uniti d'America. Dal municipio si è poi formato il corteo fino a piazza dei Caduti, dove la sindaca Ceccardi ha deposto due corone: una al monumento ai Caduti, portata da Libero Cosci e Celso Battaglia (sopravvissuto alla strage di Vinca) e una portata dai rappresentanti della Pubblica assistenza di Cascina, al monumento a Comaschi nel parco della Rimembranza.
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