Finanza
Cresce la protesta per le bollette in ritardo
Cantini, sindacalista della Cgil: con i tagli di organico alle Poste, la situazione è destinata a peggiorare
PONTEDERA. Gli abitanti di Treggiaia protestano per i ritardi nella consegna della corrispondenza ordinaria e delle bollette. Si stanno organizzando per chiedere l’intervento del Comune e per fare una raccolta di firme. Ma Poste Italiane si tira fuori dai disservizi spiegando che se ci sono ritardi nella consegna delle bollette, come lamentano i cittadini, questi non sono da addebitare a Poste. Questo servizio, infatti, viene svolto da Nexive che, a sua volta, sostiene di effettuare le consegne nei tempi previsti. «Non si riscontrano particolari criticità, se non quelle tipiche delle frazioni di campagna dove a volte gli indirizzi sono imprecisi, le numerazioni errate e/o non sono presenti i nominativi su cassette e campanelli. Parliamo comunque di casi isolati, anche perché il personale impiegato per il recapito è di zona e conosce abbastanza bene il territorio», spiega l’ufficio stampa di Nexive. Ma la posta non arriva al di là di quelle che sono le giustificazioni. E la situazione peggiorerà.
Con l'autunno, infatti, ci sarà la totale privatizzazione di Poste Italiane già iniziata nei primi mesi del 2016 con una cessione del 35% di azioni ai privati. «Nonostante le assicurazioni del Governo sul mantenimento della maggioranza pubblica delle quote di capitale e di evitare lo scorporo della società (quindi puntare sull'unicità aziendale senza dividere e vendere separatamente il recapito, la sportelleria e il ramo assicurativo di Poste Vita che hanno rendite), i nostri governanti si accingono a completare la vendita al privato della storica Azienda di Stato più redditizia», spiega Carlo Cantini, coordinatore provinciale Poste della Slc Cgil Pisa. «Prepariamoci ad un quotidiano aumento dei disservizi causato da un deciso taglio del personale sia nel recapito che negli uffici postali, poiché sarà il profitto l'unico scopo del privato, perdendo totalmente la funzione pubblica e sociale che ad oggi permette di servire ugualmente tutti i cittadini, indistintamente che essi vivano nei grandi centri urbani o nelle località più remote del nostro Paese», aggiunge il sindacalista.
In aggiunta dal 2017 in Toscana, l'Agcom «ha già previsto la consegna della posta a giorni alterni per le zone periferiche con minore densità di abitanti che indubbiamente creerà ulteriori disagi alla popolazione nel ricevimento della corrispondenza. Unitariamente tutte le sigle sindacali stanno da tempo mobilitando i lavoratori con manifestazioni, blocco degli straordinari e iniziative che culmineranno con uno sciopero nazionale contro la ristrutturazione e la privatizzazione di Poste Italiane».
Sabrina Chiellini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google