Il Tirreno

Pontedera

Acqua, investiti 57 euro a testa per ridurre il rischio di perdite

Nelle ultime settimane sono stati segnalati diversi guasti in Valdera e nella zona del Cuoio Un tecnico spiega: «D’estate le condutture sono sotto tensione, ecco come interveniamo»

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PONTEDERA. È l'estate il momento dell'anno in cui le condutture idriche fanno acqua più del solito. Il momento in cui le perdite si moltiplicano e le segnalazioni aumentano, sia per una maggiore sensibilità verso lo spreco, in un periodo scarso di precipitazioni, ma anche per una serie di fattori stagionali legati in parte (ma non del tutto) alla vetustà delle tubazioni.

«Le perdite non sono in aumento rispetto al passato, ma esiste un problema di stagionalità», risponde il direttore della gestione operativa di Acque Spa, l'ingegner Roberto Cecchini, spiegando il motivo delle tante perdite registrate nelle ultime settimane.

«La stagionalità è legata al fatto che d'estate il terreno è più arido - dice Cecchini - e questo produce una tensione sulle condutture che risultano così più sollecitate. In pratica, le possibilità di rottura aumentano, specie se la conduttura non è recente o posizionata non correttamente».

Ad ogni rottura, la vista dell'acqua che se ne va scatena inevitabilmente il malcontento dei cittadini, legato soprattutto ai tempi necessari per le riparazioni: diversi i casi registrati nelle ultime settimane sia in Valdera che nel comprensorio del Cuoio. A cui si aggiungono segnalazioni di cali di pressione in alcui territori.

«Quando riceviamo una segnalazione dal call center, da un altro ente o attraverso una comunicazione interna - riprende Cecchini - viene creato automaticamente un "ordine" con l'invio sul posto di un addetto, che per legge è tenuto ad intervenire entro tre ore. A quel punto viene data una priorità, basata sul pericolo o sugli eventuali problemi di erogazione. Il meccanismo, per intendersi, è lo stesso del pronto soccorso».

E anche la scala delle priorità varia a seconda della stagione: in inverno, l'acqua che fuoriesce in strada, col rischio che possa ghiacciarsi, acquisisce maggiore urgenza.

«Il percorso ad ogni modo è tracciato - precisa Cecchini -: alle ditte esterne che eseguono i lavori diamo sempre dei tempi, prevedendo penalizzazioni nel caso in cui non vengano rispettati. Normalmente comunque si oscilla fra i tre e i cinque giorni, anche se d'estate, con l'accrescere dei casi, li restringiamo fra due e tre».

Per limitare il fenomeno, spesso frequente, delle rotture che si presentano più volte sulla stessa condotta, Acque Spa sta intervenendo con l'installazione di apposite valvole per il controllo della pressione.

«Perché tappare una rottura - spiega Cecchini - equivale ad alzare la pressione e quindi ad accrescere le possibilità di un'altra falla in un altro punto».

Va da sé, ad ogni modo, che il metodo più infallibile sarebbe la sostituzione delle vecchie condotte, anche se questo si scontra con le necessità di spesa del gestore: «Abbiamo in tutto seimila chilometri di rete - riprende il direttore - e per avere un parco condotte nuovo servirebbe un intero piano d'investimenti. Tuttavia, nel piano dobbiamo inserire la manutenzione e la costruzione di nuove centrali, insieme agli investimenti per la depurazione e le fognature necessari per centrare le scadenze dell'Europa».

«Nel corso del 2015 - conclude l’ingegnere Cecchini - abbiamo investito 4,5 milioni per la sostituzione di condotte e 9 per le manutenzioni straordinaria: nel 2016 contiamo di fare altrettanto. Siamo comunque il primo gestore idrico, in Italia, per investimenti pro capite: 57 euro a persona, ogni anno, contro una media nazionale di 36».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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