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Paim cambia idea e chiude subito il centro diurno

Paim cambia idea e chiude subito il centro diurno

Fumata nera dall’incontro con utenti e Società della Salute «La salvezza può solo venire da un contributo del Comune»

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CASCINA.

Dopo che la cooperativa Paim aveva promesso, nei giorni scorsi, che non avrebbe chiuso il centro diurno di Zambra fino quando non sarebbe stata trovata una soluzione, la Società della Salute pisana cambia le carte in tavola e addossa le responsabilità al Comune, amministrato dalla Lega.

«Il centro diurno Casarosa potrebbe restare aperto qualora vi fosse un sostegno da parte del Comune di Cascina. Al momento però non ci sono le condizioni di sostenibilità economica per andare avanti nella gestione e dunque il centro chiuderà».

Così la responsabile della Cooperativa Sociale Paim, Federica Tenerini, ha detto ai familiari degli utenti del centro di Zambra che, nel corso di una riunione nella sede della Società della Salute della zona pisana. I cittadini chiedono di poter continuare ad usufruire del servizio nella stessa struttura. All'incontro erano presenti la presidente e il direttore della Società della Salute, Sandra Capuzzi e Alessandro Campani, il professor Giuseppe Cecchi, la direttrice dei Servizi Sociali della Asl Laura Brizzi. Assente l'assessore al Comune di Cascina alle Politiche Sociali, Edoardo Ziello, che ha comunicato di aver ricevuto l'invito, ma che l'appuntamento è stato erroneamente annullato dalla sua segreteria.

«Sebbene la Sds non sia coinvolta direttamente nella gestione del centro Casarosa - ha spiegato la presidente della Sds pisana Sandra Capuzzi - abbiamo indetto quest'incontro per cercare soluzioni concrete al fine di aiutare e tutelare le famiglie degli 11 utenti che si trovano in un momento di difficoltà. Solo 4 degli ospiti del Casarosa sono in convenzione col pubblico: per loro abbiamo già riservato due posti nel centro socio-riabilitativo di via Garibaldi e altri due in quello di via Avanzi a Pisa. È necessario però che, per assicurare anche il servizio d'accompagnamento, il Comune di Cascina aumenti la sua quota per il trasporto sociale».

Per gli utenti privati una opzione emersa ieri è quella del trasferimento nella Rsa "Villa Isabella" (in via La Tinta a Pisa), anch'essa gestita dalla cooperativa Paim, dove sono disponibili 5/6 posti aggregati e autorizzati (previo potenziamento del personale).

«Anche in questo caso - precisa Sandra Capuzzi - sarà necessario che l'amministrazione comunale di Cascina contribuisca ad assicurare il servizio di accompagnamento».

Non è invece attuabile a breve la soluzione dell'Istituto "Remaggi" di San Lorenzo alle Corti, prospettata dall'amministrazione comunale cascinese, come ha ribadito la presidente Capuzzi: «Per mettere a norma il Remaggi servono fondi per interventi strutturali e almeno 3-4 mesi». Anche la dottoressa Laura Brizzi, direttrice dei servizi sociali della Asl, ha confermato come l'adeguamento dell'Istituto Remaggi a centro socio-riabilitativo richieda tempi lunghi e fondi consistenti.

La Società della Salute è entrata nel merito anche della gestione del Remaggi invitando l’amministrazione comunale di Cascina (questo Comune è il secondo contribuente della Società della Salute dopo Pisa visto il numero degli abitanti) a nominare un direttore generale al più presto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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