Italia
Scuola: anno nuovo ma problemi vecchi
Quasi certamente mancheranno insegnanti per alcune settimane Avviato il cantiere per la costruzione delle nuove officine per Iti-Ipsia
PONTEDERA. Ridurre il precariato e, al tempo stesso, potenziare gli organici scolastici. È l'intenzione della legge numero 107 del luglio 2015, cosiddetta "buona scuola". Una sorta di riforma del sistema d'istruzione nazionale, entrata parzialmente in vigore nello scorso anno scolastico, finalizzata ad aumentare il numero dei professori di ruolo e a far diminuire quelli precari.
La spiegazione. La procedura dei nuovi concorsi per i docenti ha carattere regionale e prevede tre bandi: uno per i docenti della scuola dell'infanzia e della primaria, uno per quelli della scuola secondaria di primo e secondo grado e uno per i docenti di sostegno. 63.712 posti che verranno assegnati dal 2016 al 2018. Il preside dell’Itis Marconi, Pierluigi Robino, illustra l'innovazione: «Una piccola parte di docenti di ogni scuola verrà selezionata in base al curriculum, ovvero a seconda delle esperienze professionali. Per esempio: un docente di scienze con particolari capacità in campo agrario è ottimo per il Fermi, che ha quel tipo di indirizzo, ma non per il Marconi, che invece necessita di un professore più orientato sulla chimica biologica», spiega Robino, che prosegue: «La scuola seleziona il profilo che più si addice alle proprie caratteristiche, tra i professori vincitori del concorso, e contatta direttamente l'insegnante, che può scegliere di accettare o meno. In caso di rifiuto, l'assegnazione viene portata avanti dall'ufficio scolastico regionale».
I benefici. Con più professori nelle scuole, sarà possibile organizzare attività alternative o di potenziamento. «È un’esperienza interessante - commenta il preside del liceo scientifico XXV Aprile Sandro Scapellato - perché si può arricchire l'offerta nei confronti dei ragazzi, e credo che questo sia l'aspetto più importante, soprattutto per una scuola in espansione come la nostra, con 70 iscrizioni in più rispetto all'anno scorso». La riforma quindi piace ai presidi pontederesi, anche se Lucia Orsini, del liceo Montale, si auspica delle correzioni in corsa da parte degli organi competenti: «Il sistema non è male, consente di diminuire le cattedre vuote, ma ha bisogno di qualche aggiustamento».
I rischi. Una volta individuati i professori migliori per ogni scuola, quest'ultimi potranno richiedere la cosiddetta assegnazione provvisoria in un’altra area territoriale rispetto a quella a loro assegnata. Ed è a questo punto che potrebbero crearsi i famigerati "buchi". «Credo che una stabilità vera e propria per quanto riguarda i professori l'avremo soltanto a ottobre, quando verranno definite la assegnazioni provvisorie», dice Luigi Vittipaldi, dirigente dell'itcg Fermi. Il rischio "cattedra vuota" c'è.
Le strutture. Il villaggio scolastico subirà un significativo ritocco: a cominciare dalle nuove officine e laboratori del polo tecnico-professionale Iti-Ipsia. Il progetto prevede la realizzazione, in un unico lotto (importo complessivo un milione e 900mila euro), di uno spazio didattico di 1.060 mq che comprende tutte le officine e i laboratori necessari per lo svolgimento delle attività tecnico-laboratoriali. I lavori sono già iniziati, insieme a quelli per il miglioramento energetico dell'Iti Marconi (importo complessivo 700mila euro), che prevedono la realizzazione di un cappotto sulla facciata sud e la realizzazione di tre nuove aule al piano terra. Gli interventi si concluderanno alla fine di ottobre. Per due opere sulla strada del completamento, ce n'è una che invece resta "bella e impossibile": si tratta della palestra dell’Ipsia. L’edificio scolastico è stato inaugurato nel 2012, ma la struttura interna per l'attività fisica, tutt'ora non può essere utilizzata dagli studenti. «Non ci sono novità rilevanti», dice la preside Maria Giovanna Missaggio, che conclude: «Non sono stato abbandonata dalle istituzioni, che hanno lavorato al mio fianco. Piuttosto siamo tutti penalizzati da un sistema amministrativo macchinoso».
Tommaso Silvi
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