Il Tirreno

Pontedera

Fa ubriacare una minorenne: lo riempiono di botte

di Sabrina Chiellini
Una volante della polizia durante dei controlli in centro (foto d’archivio)
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Una volante della polizia durante dei controlli in centro (foto d’archivio)

Pontedera: a “vendicarsi” contro uno straniero, padre e fratello della ragazza. La spedizione punitiva ha avuto come teatro un bar di via Primo Maggio

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PONTEDERA. Non una semplice lite ma una vera e propria spedizione punitiva contro un marocchino, residente in città, che sabato 27 agosto aveva adescato una minorenne, l'aveva indotta a ubriacarsi e poi le aveva rubato il telefono cellulare. A distanza di alcune ore da quella che era stata presentata come una rissa tra stranieri e italiani avvenuta all'interno del bar Ilenia, in via Primo Maggio, la vicenda comincia a chiarirsi. Sabato prima delle 20 una minorenne è stata soccorsa da un'ambulanza del 118 nella zona di piazza Andrea da Pontedera.

L'INCONTRO

Aveva quasi perso i sensi. I soccorritori si sono resi subito conto che la ragazzina era ubriaca, tanto da rischiare il coma etilico. Immediata era stata la richiesta di intervento alla polizia che, arrivata sul posto, aveva trovato un'amica dell’adolescente colta da malore. L'amica aveva raccontato che poco prima erano state avvicinate da un marocchino. Quest'ultimo era andato in un supermercato e aveva comprato due bottiglie di alcolici. Aveva cominciato ad attaccare bottone con le due minorenne. Fino a quando le aveva convinte ad accettare da bere. Una delle due, quella che poi è finita all'ospedale, aveva bevuto un po' di più, ma si era comunque resa conto che non trovava più il telefono.

LA SPEDIZIONE AL BAR

Avevano cominciato a discutere con lo straniero fino a quando la situazione non era peggiorata ed erano arrivati 118 e poliziotti del commissariato. Sembrava una storia finita lì anche se restava il grave fatto di un adulto che fa ubriacare una minorenne e la deruba. Quando la ragazza si è ripresa ha raccontato quello che le era successo ai genitori. Forse avrebbero preferito ricevere uno schiaffo ma non sentirsi dire che qualcuno si era approfittato della loro figlia. Capire chi era l'autore del furto non deve essere stato complicato. Così come i genitori hanno fatto presto a rintracciarlo. Sono andati in un bar che il migrante, di fatto senza un lavoro, frequenta regolarmente. Sono entrati padre e fratello della ragazzina. La madre è rimasta fuori. Non è stato un incontro ravvicinato senza conseguenze per il marocchino.

Le urla le hanno sentite i passanti e quando i tre uomini sono venuti alle mani i gestori del bar sono stati costretti a chiamare la polizia prima che la situazione finisse parecchio male. Il padre della ragazza, stando al racconto di alcuni testimoni, era furioso. Non tanto per il furto del cellulare, che poi pare sia stato già ritrovato, quanto perché il migrante aveva mandato la figlia all'ospedale dopo avere fatta ubriacare. Sono stati dieci minuti di panico. Il marocchino è uscito malconcio, ha graffi evidenti sulla testa. La famiglia della minorenne ha deciso di dargli una sonora lezione, pur sapendo che ora rischia di subirne le conseguenze penali.

LE INDAGINI

Sulla vicenda sono in corso le indagini della polizia che al momento mantiene la massima riservatezza sulla vicenda. Nella zona dove sono avvenuti entrambi i fatti ci sono telecamere della rete civica. Si cercherà dunque di capire se potranno essere di aiuto. Intanto il personale del bar è stato chiamato al commissariato per raccontare come si sono svolti i fatti. O almeno le persone che sono state indentificate all'arrivo della polizia. Perché durante il parapiglia molti avventori sono usciti dal locale per evitare di restarne coinvolti.

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