Attenzione
Aria di rottura con la direttrice
Teatro Politeama, l’assessore Nannipieri in polemica con Donatella Diamanti la invita a lasciare
CASCINA. Sono settimane che il nuovo consiglio d’amministrazione del Teatro Politeama e l’assessore comunale alla cultura Luca Nannipieri, oltre alla stessa sindaca, Susanna Ceccardi, non risparmiano critiche alla gestione passata della Città del Teatro. Ed è davvero un’eredità pesante - i debiti ammontano a poco più di un milione di euro - quella lasciata dal Cda uscente ai cascinesi. In un primo momento la direttrice artistica, Donatella Diamanti, alla quale è stato chiesto di rivedere i costi degli spettacoli e la proposta culturale, aveva scelto la strada del silenzio. Da alcuni giorni si è fatta sentire più volte dimostrando - ma già si sapeva - di non essere sulla stessa lunghezza d’onda dei nuovi amministratori. Quella che finora non si era sentita era la parola dimissioni. Ed ecco che a chiedere alla direttrice di fare un passo indietro ci pensa l’assessore alla cultura Nannipieri risponendo ad alcuni post pubblicati da Diamanti su Facebook in risposta agli amministratori. Ora sarà difficile ammettere che il clima non è proprio quello del sereno confronto. Che le divergenze di impostazione e ideologiche sono evidenti e non producono tanti elementi di contatto.
«Se la direttrice artistica Donatella Diamanti reputa indigeribile ciò che diciamo, se noi le indichiamo che la Città del Teatro deve tagliare drasticamente i costi eccessivi di alcuni spettacoli, collaborazioni e consulenze e lei non è d'accordo, se noi le diciamo che come amministrazione non saremo dei semplici ragionieri che ratificheranno il calendario delle manifestazioni culturali (tanto più che non ci soddisfa quello che fin qui è stato fatto) e lei non accetta revisioni, miglioramenti o significative aggiunte al suo cartellone, è libera di trarre le dovute conseguenze e dare le dimissioni». Noi siamo pronti a collaborare con la Diamanti, considerandola per quella che per statuto è, ovvero una consulenza artistica: non il decisore indiscusso di un gigantesco centro a carico del contribuente e sul quale il contribuente deve poter dire la propria attraverso il voto, com'è normale in democrazia».
La Città del Teatro è infatti, a livello di metri cubi, una delle più grandi strutture culturali del centro Italia, fatta di palcoscenici, sale conferenze, sale mostre, laboratori, stanze di registrazione, pub, ristoranti, piazzali, magazzini, parcheggi. «Si tratta appunto di una vera e propria città della cultura, che non può limitarsi ad essere solo una destinazione teatrale e che deve produrre reddito, occupazione e continua attività culturale e d'impresa. Da assessore sono qui, sempre a disposizione di chiunque, insieme alla presidenza e alla vicepresidenza della Fondazione Sipario Toscana che gestisce questo luogo tra i più complessi della provincia di Pisa. Lo diciamo a chiunque, seguendo le giuste dichiarazioni del sindaco Ceccardi: chi vuole collaborare è il benvenuto, senza nessuna preclusione. Chi pensa invece di fare il bello e il cattivo tempo del teatro, è bene che riveda la propria posizione e, laddove legato professionalmente, rassegni le proprie dimissioni».
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