Finanza
Gestore di una sala slot picchiato e legato da cinque banditi incappucciati
Rapina da poco più di 2.500 euro a Perignano: hanno agito rapidamente, in cinque, ed erano armati di una mazza
PERIGNANO. Erano organizzati come se avessero pianificato l’assalto a un caveau di una banca. In cinque uomini, incappucciati e con i guanti alle mani, hanno fatto irruzione, pochi minuti dopo le 7 nella sala slot “Terry Bell” di via Livornese Est a Perignano. Si erano portati dietro il flessibile e probabilmente chissà da quanto tempo avevano controllato le abitudini del gestore, Angelo Calzaretta, imprenditore di circa 57 anni, originario della Campania, titolare anche del bar H24 lungo la Bientinese ad Altopascio e residente a Livorno. Ma alla fine sono andati via più “ricchi” di appena duemila e 500 euro.
Così quando nella mattina di martedì 30 l’uomo è arrivato ad aprire la sala slot ha trovato anche una brutta sopresa. Appena era entrato è stato aggredito, come poi ha raccontato ai carabinieri, dai rapinatori. Questi ultimi avevano un oggetto contundente, i carabinieri della compagnia di Pontedera, hanno parlato di una mazza. Insomma, hanno colpito il titolare alla testa con il bastone e poi lo hanno immobilizzato legandogli le mani con lacci da scarpe. Calzaretta, infatti, è rimasto bloccato nel suo ufficio, dove era stato legato, fino a quando non è arrivato il primo cliente.
Sembrerà strano ma già prima delle 8 la sala slot comincia la sua attività e quando il primo scommettitore è arrivato a Perignano ha soccorso l’imprenditore. Lo ha prima liberato e poi ha chiesto l’intervento di un’ambulanza del 118. «Erano in cinque, tutti incappucciati, volevano i soldi», ha poi raccontato sia ai carabinieri che allo stesso cliente che lo ha liberato. «Il titolare non è nelle condizioni di parlare, è sotto choc», sono le parole che i collaboratori, rimasti all’interno della sala scommesse, per tutta la mattina a dare supporto ai carabinieri impegnati nei primi rilievi, hanno saputo dire. Il titolare è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Lotti di Pontedera dove è rimasto per buona parte della mattinata in attesa di capire se il colpo che ha ricevuto sulla testa gli ha causato lesioni gravi. Cosa questa che è stata esclusa nel pomeriggio di ieri.
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I carabinieri di Lari e della compagnia di Pontedera sono rimasti a lungo nella sala scommesse. Hanno visionato le immagini delle telecamere della sorveglianza interna e ricostruito la rapina. Inizialmente gli stessi carabinieri, sulla base delle indicazioni del commerciante, avevano parlato di quattro malviventi anche se poi il numero è salito a cinque. Una volta entrati, hanno minacciato e colpito Calzaretta. Poi con il flessibile hanno aperto dieci slot machine portando via gli incassi e hanno rubato la cassaforte che era all’interno di un ufficio. Anche per quantificare il danno sono state necessarie alcune ore e solo nel pomeriggio si è appreso che la somma rapinata non è particolarmente elevata, poco più di duemilacinquecento euro, stando sempre a quanto riferito dai carabinieri. La somma non è elevata in quanto uil giorno precedente la sala slot non aveva lavorato molto.
Nell’aprile 2015 la stessa sala scommesse aveva subito un’altra rapina che aveva fruttato ai malviventi circa 200 euro. Erano due uomini, con casco indosso, entrarono nella sala giochi e si fecero consegnare i soldi dell'incasso. E fuggirono a bordo di un motorino. Gli autori di questa rapina sono stati poi individuati e arrestati dai carabinieri.
Il titolare è stato sentito a lungo dai carabinieri alla ricerca di elementi utili alle indagini. Così come sono state guardate a lungo le immagini dell’assalto alla sala scommesse. Gli autori della rapina probabilmente pensavano di trovare una somma maggiore, contavano sul fatto che le “macchinette” dei giochi elettroniche fossero ancora “cariche” delle scommesse della giornata precedente.
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