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Pontedera

«Denunciate subito le violenze»

«Denunciate subito le violenze»

Parla l’operaia picchiata dall’ex convivente: «Donne, dopo il primo livido ne arriveranno altri»

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CASCINA. «Alle donne che come me sono vittima di violenze da parte dei loro ex fidanzati, mariti o conviventi dico una cosa sola: non fate come me che ho aspettato, sperando di farcela a superare la gelosia. Denunciate subito, chiedete aiuto. Dopo il primo livido ne arriveranno altri. Anche io dopo il primo livido sul braccio avrei dovuto subito denunciare il mio convivente. È l’unico modo per mettere una barriera, per cercare di interrompere minacce e sospetti».

L’appello arriva dall’operaia di 38 anni, di Cascina, che il giorno di Ferragosto è stata aggredita dal suo ex, un commerciante di 33 anni, anche lui di Cascina. Non solo: mentre la vittima dell’aggressione era all’ospedale, lui è andato nella loro casa e ha portato via uno dei due cani di proprietà dell’operaia. «Ora posso solo dire che vivo nel terrore - racconta la donna - la mia vita è cambiata. Lui era ossessionato dalla gelosia. Mi controllava il telefono, voleva che chiudessi con Facebook. Diceva che la notte mi alzavo per andare a telefonare agli uomini». Un’angoscia crescente, iniziata circa sei mesi fa, quando ci sono stati i primi episodi che avrebbero dovuto convincere l’operai a lasciarlo.«Se non mi è successo niente di grave lo devo ai miei vicini di casa che il 15 agosto sono intervenuti e lo hanno fermato. Aveva cercato di soffocarmi con un cuscino, poi aveva tentato di chiudermi in un ripostiglio». La donna ha il nodo alla gola mentre ricorda quei momenti. «Mi ha afferrato per la gola, mi minacciava. Diceva che mi avrebbe gettato nell’Arno e che avrei fatto la stessa fine di Roberta Ragusa. I cani mi hanno difeso. Lo hanno morso. Anche io, durante la colluttazione, gli ho dato un morso in un dito e mi sono liberata. Poi sono arrivati i vicini e i carabinieri».

Il commerciante, che ora lavora in una cittadina in provincia di Livorno, è stato denunciato sia per l’aggressione, i maltrattamenti e il furto del cane. Il tribunale ha emesso nei suoi confronti un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex. «Non mi interessa che vada in carcere - si sfoga la vittima - chiedo solo che venga curato. È giovane, può superare questa sua forma di gelosia. L’importante è che non succeda quello che è capitato a me anche con altre donne. È terribile e dimenticare non è facile». Avere qualcuno addosso che prova a soffocarti significa poi sentirsi oppressi, avere paura del buio, non dormire la notte, svegliarsi ad ogni minimo rumore. «Vorrei tanto recuperare il mio cane - aggiunge la giovane - poi spero piano piano di riuscire a riprendere la mia vita».

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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