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Teatro, scontro con la direzione

Teatro, scontro con la direzione

Diamanti spiega le ragioni del suo operato. La sindaca: «Dopo tutti gli attacchi mi aspettavo coerenza»

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CASCINA. Il teatro di Cascina è stato al centro della campagna elettorale delle ultime amministratori. Attori e direttrice artistica della Città del Teatro, Donatella Diamanti, non avevano risparmiato attacchi e critiche alle candidata della Lega Nord, Susanna Ceccardi, ora sindaca di Cascina. Come si poteva immaginare i nuovi amministratori stanno cercando di rivedere i costi di gestione del teatro, di proprietà del Comune e della Provincia di Pisa. Così come il nuovo consiglio dell’amministrazione della Fondazione Sipario Toscana sta per tagliare i costi di gestione e delle consulenze. Inevitabilmente le diverse impostazioni sono venute alla luce. Ma anche questo era un dato abbastanza scontato.

Donatella Diamanti, direttrice artistica del teatro, non ha gradito le notizie che sono circolate dopo l’ultimo consiglio d’amministrazione durante il quale, tra l’altro, le è stato chiesto di rivedere i cachet di alcuni spettacoli. Così Diamanti ha affidato a Facebook il suo punto di vista. «Nel nostro caso si è trattato (dice riferendosi alla programmazione, ndr) di un’offerta che nelle ultime stagioni - contrariamente a quanto ribadito ultimamente in più occasioni, da post su Fbad articoli di giornale, non si sa bene interpretando quali dati - ha visto gli spazi della Città del Teatro riempirsi di un numero enorme di spettatori, con una crescita continua che ha portato fino agli oltre 19.000 dello scorso anno per le attività in sede (se poi vogliamo considerare il giro delle nostre produzioni in Italia il numero complessivo di coloro che sono entrati in contatto con noi, con il nostro progetto e con il nostro marchio supera le 60.000 unità). Bene, si sceglie e mi si chiede a inizio di agosto di ricontattare tutte le compagnie per chiedere loro un taglio del cachet, certi che la crisi di cui tutti stiamo patendo gli effetti costringa ad accettare le nuove condizioni. L’operazione, conti alla mano, porterebbe ad un risparmio di 12.500 euro circa se ci si attiene al 20%.». Perchè alla fine i costi del cartellone incidono poco nell’economia delle attività del teatro anche se a giudicare dai conti verrebbe da pensare il contrario.

«Ho dedicato buona parte dei miei studi ai classici, compreso Shakespeare e le sue fonti, così come basterebbe chiedere ai frequentanti dei tanti corsi di formazione che teniamo per sapere quale sia il rapporto che ho con certi testi. Il fatto è, però, che la Città del Teatro si trova in una realtà geograficamente ben precisa. Da un lato, infatti, c’è il Teatro Verdi che ha in quel tipo di offerta la propria cifra principale. Dall’altro c’è Pontedera, che alla storica vocazione di sperimentazione ha affiancato adesso, con la fusione con La Pergola, una proposta più indirizzata alla tradizione. Nel prossimo anno ospiterà un Lear, Edipo, L’uomo dal fiore in bocca o una Bisbetica domata, tanto per fare un esempio. Che fare, allora? Per non rimanere schiacciati tra due colossi e fare da loro piccola controfigura, abbiamo individuato altri spazi, in linea con quella vocazione alla sperimentazione e ai giovani per la quale riceviamo un cospicuo sostegno dal Ministero e dalla Regione».

Un lungo intervento, quello di Diamanti. A lei risponde la sindaca con poche parole. «Leggo le riflessioni di Donatella Diamanti – comincia Ceccardi – e ritengono opportuno precisare alcuni aspetti. Il ruolo della direttrice artistica è di collaborazione e di supporto al Cda. È chiaro che con il nuovo Cda e la nuova amministrazione si voglia dare un impulso diverso rispetto al passato. Il risparmio e l'economia nel bilancio è il nostro punto fermo, senza rinunciare alla qualità dell'offerta culturale. Il Cda nominato da Alessio Antonelli si è dimesso perché non in linea con le scelte amministrative. Se Donatella Diamanti non vuole collaborare e supportare il nuovo indirizzo, può sempre scegliere la coerenza».(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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