Sicurezza
«Maleodoranze destinate a sparire»
PONTEDERA. Geofor interviene in merito alla alla raccolta firme contro le maleodoranze dell'impianto dell'organico, che prenderà il via lunedì e di cui abbiamo parlato nell’edizione di ieri. «È...
PONTEDERA. Geofor interviene in merito alla alla raccolta firme contro le maleodoranze dell'impianto dell'organico, che prenderà il via lunedì e di cui abbiamo parlato nell’edizione di ieri.
«È necessario precisare - è l’inizio di una lunga nota a firma del presidente Paolo Marcincini - che, dell'impianto dell'organico possiamo rispondere direttamente, in quanto ne abbiamo competenza, responsabilità e gestione. Ma dobbiamo invece precisare che Geofor non ha e non gestisce alcuna discarica. Geofor ha solamente una piccola piattaforma di trasferimento per il rifiuto solido urbano indifferenziato (di solito privo di maleodoranze), che viene smistato per essere immediatamente trasferito all’mpianto di trattamento meccanico biologico di Legoli. Il vecchio compostaggio rappresenta sicuramente un problema, perché l’organico ormai è circa il 35% della raccolta differenziata che deriva dagli abitanti dei 24 Comuni serviti da Geofor. Essendo il bacino di Geofor vicino ad una differenziazione del 65%, l'organico è pari a circa 40mila tonnellate, di cui 20mila vengono lavorate dal nostro impianto, mentre il resto viene destinato ad altri impianti d'Italia. È vero che l’impianto attuale è obsoleto, ma bisogna anche dire che, rispondendo alle prescrizioni della Provincia e dell’Arpat, negli ultimi anni abbiamo provveduto a raddoppiare il biofiltro, prolungare l’impianto di maturazione accelerata e chiudere su tre lati l’impianto di maturazione secondaria. Da allora, grazie a un investimento di circa 300 mila euro, le maleodoranze sono diminuite».
«La soluzione definitiva di questi problemi - prosegue Marconcini - è una sola: la costruzione del nuovo impianto dell’organico aerobico e anaerobico, che lavorerà in depressione, evitando le fuoriuscite di odori. Proprio in questi giorni sono arrivate le autorizzazioni dalla Conferenza dei servizi, per cui contiamo di aprire il cantiere entro dicembre, dopodiché serviranno 18 mesi per la realizzazione ultimata. Quando il nuovo impianto sarà operativo, oltre alla produzione di energia elettrica e di compost di qualità, non ci saranno più questioni legate agli odori: il materiale organico, una volta entrato nella nuova struttura, uscirà soltanto dopo la maturazione, per essere indirizzato ad usi agronomici. In conseguenza di ciò, l'impianto vecchio sarà chiuso. Ciò avverrà entro la fine del 2016. Dall'inizio del 2017 non lavoreremo più la frazione organica, che verrà solamente raccolta e trasferita, al chiuso, per essere poi destinata a vari impianti d'Italia. Ciò avverrà nel capannone depressurizzato della maturazione accelerata, opportunamente ristrutturato.Questo si farà provvisoriamente, ossia nel periodo necessario a rendere operativo l'impianto nuovo. In questa fase adotteremo tutte le procedure del caso per operare nel modo migliore. In più, già da settembre, si aprirà un’altra Conferenza di servizi per la copertura della stazione di trasferimento del rifiuto indifferenziato, attualmente all'aperto. L'indifferenziato rappresenta comunque un quantitativo in costante diminuzione, ma anch’esso verrà interamente lavorato al chiuso».
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