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Centro diurno, anziani ospitati nella Zona pisana

Centro diurno, anziani ospitati nella Zona pisana

Capuzzi (Società della salute): «Pazienti sistemati in centri simili al Casarosa» Per la presidente non è praticabile la “soluzione Remaggi” ipotizzata dal Comune

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CASCINA. «Nessuno dei pazienti in convenzione attualmente ospitati nel centro diurno Casarosa di Zambra rimarrà privo del servizio, saranno accolti nelle altre strutture socio-riabilitative presenti nella zona pisana». Anche la Società della salute interviene sul futuro degli anziani ospiti della struttura del territorio cascinese, gestita dalla cooperativa sociale Paim che ne ha annunciato l’imminente chiusura. Ma, secondo la Società della salute, la strada ipotizzata dal Comune di coinvolgere l’istituto Remaggi per ospitare i pazienti del Casarosa «non è praticabile».

«Stiamo parlando di una struttura privata - dice la presidente, Sandra Capuzzi - dunque l’attività cesserà per volontà del soggetto gestore il quale, legittimamente, ha ritenuto di non vi fossero le condizioni per assicurarne la continuità». E soprattutto per sottolineare come «nessuno degli ospiti, tutti anziani non autosufficienti e alle prese con malattie degenerative quali le demenze senili e l’Alzheimer, sarà abbandonato a sé stesso».

In tutto la struttura diurna accoglie undici persone: «Quattro – prosegue Capuzzi - sono in convenzione con la Asl e a loro sarà sicuramente proposta una sistemazione in un altro dei centri socio-riabilitativi presenti sul territorio data l’ampia disponibilità assicurata dall’amministrazione comunale. Siamo certi che non vi sarà alcun problema ad aumentare il contributo di sua competenza per il trasporto sociale in modo da assicurare anche il servizio d’accompagnamento. Gli altri sette sono privati che, quindi, non sono in carico al servizio pubblico. Anche a loro sarà proposta la possibilità di accedere agli altri centri socio-riabilitativi della territorio alle stesse identiche condizioni e costi ai quali adesso accedono al centro Casarosa».

Non praticabile, invece, la soluzione dell’istituto Remaggi di San Lorenzo alle Corti prospettata dall’amministrazione comunale cascinese: «Non è una questione di volontà, ma di requisiti strutturali mancanti – spiega Capuzzi - gli anziani ospitati a Zambra sono tutti affetti da patologie degenerative e necessitano di essere ospitati in un centro riconosciuto come struttura socio-riabilitativa, requisito che al momento manca al Remaggi e di cui, eventualmente, potrebbe dotarsi in tempi medio-lunghi e a costo d’investimenti consistenti da parte dell’amministrazione comunale. Ricordo, però, che già in passato, dopo averne valutato la praticabilità, l’Istituto rinunciò a dotarsi dei requisiti strutturali necessari per essere riconosciuta come struttura socio-riabilitativa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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