Proteste
Profugo espulso dalla Tinaia
Aveva scatenato una lite: ritenuto non compatibile con il progetto
CASCINA. I carabinieri sono tornati, nel pomeriggio di ieri, nell’agriturismo La Tinaia a Santo Stefano a Macerata dove la prefettura, nelle settimane precedenti alla elezioni amministrative, ha inviato circa 30 migranti richiedenti asilo.
Dovevano eseguire un provvedimento di espulsione emesso dal prefetto di Pisa nei confronti di uno degli ospiti della struttura (arrivato da Gambia) che è stato dichiarato non più compatibile con il progetto di accoglienza della struttura stessa.
Nei giorni scorsi i carabinieri erano stati chiamati dal personale della società che segue i migranti per mettere fine a una violenta lite innescata dal profugo che non vuole adeguarsi ai ritmi di vita del centro accoglienza per migranti che è stato autorizzato dalla prefettura in quella che un tempo era una struttura ricettiva affittata come location per cerimonie e feste. Non è stato facile per i militari convincere il profugo a lasciare il centro. Secondo la prefettura, che ha emesso il decreto, e soprattutto dopo le informazioni raccolte dai carabinieri non ci sono più le condizioni giuste perché il profugo possa beneficiare degli aiuti previsti per i migranti che arrivano in Italia e fuggono da situazione di guerre e di grande povertà. Per questo non pagherà la quota giornaliera per la sua accoglienza. Il migrante ha lasciato la struttura dopo le resistenze iniziali.
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