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«I miei crediti per rimodulare l’offerta»

«I miei crediti per rimodulare l’offerta»

Il direttore generale svela: ho già dato il mandato, con me anche altri stanno facendo la stessa cosa

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PISA. Ultime ore per salvare il Pisa dal baratro. Ieri, alla fine dell’incontro a San Rossore, sulla città era caduta una cappa di tristezza che col passare delle ore ha iniziato a lasciare il posto a una rabbia sorda .

Ma non è ancora detta l’ultima parola, anzi. Se Britaly non ha scheletri nell’armadio e quindi vuol vendere davvero, oggi (la linea del traguardo è fissata alle 12, quando Equitativa dovrà presentare al sindaco e alla proprietà la sua ultima offerta) può farlo.

Pablo Dana infatti non si arrende dopo la richiesta-choc del Pisa (l’incredibile cifra di 7,5 milioni) e prepara l’ultimo rilancio: «Non ci aspettavamo decisamente di ricevere uno schiaffo simile, un prezzo così assurdo, con questa richiesta ridicola... detto ciò, abbiamo deciso di continuare per vedere come si può trovare una soluzione cercando di fare abbassare un po' il prezzo da una parte per la squadra e poi vedere come si può negoziare con la parte dei debiti e fideussioni. La vedo molto dura ma ci sto provando. Hanno dimostrato una volta in più di voler fare un dispetto a noi e ai pisani ma soprattutto il dispetto viene fatto a chi ha dato loro retta, a chi ha dato loro fiducia, che gli ha prestato dei soldi, dato fideiussioni e firme perché questo ci obbliga in un certo senso a doverci girare contro di loro e chiedere di abbandonare ogni tipo di pretesa e forse un giorno di poter recuperare con una performance con quello che si chiama un earn out, cioè se un giorno si va in serie A».

Continua il banchiere: «Per gli amici pisani stiamo facendo di tutto, credo che abbiate capito la nostra professionalità ma il prezzo è molto alto e non possiamo andare oltre quello che ci eravamo prefissato. Ricordo che noi avevamo chiesto 5 milioni all'inizio e poi abbiamo aumentato a 5.5 milioni o più a condizione che questi signori ci dimostrassero una valutazione da fonti terze come ci avevano promesso. Ovviamente questa valutazione non esiste, per lo meno non ci è mai stata presentata come da accordi come se fosse stata inventata. Facciamo di tutto, teniamo duro e vediamo come va a finire».

Dana oggi riparte dalla Svizzera per Dubai ma assicura: «I nostri ragazzi stanno lavorando giorno e notte».

L’altra notizia della serata è una rinuncia importantissima. Ha lanciato lo sprint il Dg Lucchesi: «Ho autorizzato formalmente il fondo di Pablo Dana alla cessione del credito che ho verso Terravision, affinché lo stesso fondo nella rimodulazione dell’offerta ne tenga di conto. E ci sono altri creditori del Pisa, fornitori ed altri, che stanno facendo la stessa cosa».Per tutta la giornata infatti a Pisa sono andati avanti incontri su incontri fra chi deve avere soldi dal Pisa, chi ha garantito operazioni e fideiussioni e così via. Con un solo fine: non lasciare niente di intentato per la soluzione della gravissima crisi.

A questo punto è chiaro a chiunque che Britaly, se vuol vendere il Pisa davvero e non andare avanti portando il calcio pisano al baratro con un “muro contro muro” che la squalificherebbe davanti a tutta Italia oltre a rendersi impresentabile per sempre in città (sia con l’attuale nome, sia con nuove compagini sociali), dovrà venire incontro al compratore. La richiesta di ieri può essere stata fatta solo per alzare l’asticella del prezzo, e prendere più dei 5,5 milioni proposti; in quel caso si tratterebbe di un’operazione lecita - seppure impopolare - e parzialmente spiegabile anche con la voglia di sfogarsi dopo aver ricevuto un trattamento poco amichevole. Ma se la logica fosse un’altra, la reazione della città e anche del calcio italiano sarebbe dura.

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