Il dolore
La rabbia per lo scippo «che fa perdere il sonno»
Lo sfogo di una donna derubata del telefonino mentre stava mangiando il gelato «Non è il valore dell’oggetto, ma il senso di smarrimento che ti resta dentro»
CASTELFRANCO. Rabbia, rassegnazione e tanto stupore. Questo si percepisce parlando con Maria Pia Bechini, castelfranchese scippata del cellulare domenica sera di fronte a una nota gelateria in viale 2 Giugno, luogo frequentatissimo. Un gesto durato pochi secondi che in un lampo si è portato via un telefonino del valore di alcune centinaia di euro ma che, si sa, al giorno d'oggi ha con se il valore aggiunto di foto, numeri, appunti e quant'altro; ma che nel caso specifico colpisce per le modalità con cui avvenuto, di fronte a decine di passanti, bambini, genitori e nonni intenti a mangiare il gelato nella tarda serata.
«Stavo guardando alcune fotografie sul mio smartphone quando di colpo un ragazzo me lo ha strappato di mano correndo, non ho avuto nemmeno il tempo di capire cosa stesse succedendo, ho anche pensato a uno scherzo - racconta la vittima dello scippo - Solo dopo mi è venuto di rincorrerlo ma alla fine ho lasciato stare. Più che per il telefono, ciò che davvero è inquietante è il modo in cui il tutto è avvenuto, in mezzo alla gente. Alcuni miei amici, dopo, mi hanno detto che questo ragazzo mi stava guardando da un po’». L’autore del furto, già noto ad alcuni clienti abituali della gelateria per i suoi comportamenti sospetti, è stato ripreso dalle telecamere vicine; fatto, questo, del quale deve essersi reso conto poco dopo quando, nella notte, forse nel maldestro tentativo di rimediare, ha lasciato nella cassetta delle lettere della derubata il cellulare, che era già stato formattato e ripulito della sim. «Resta il fatto che essere derubata seduta in panchina davanti a decine di persone è pur sempre una violenza, che non ti aspetti perché sei nel tuo paese, vicino casa tua, circondata da bambini e mamme - racconta Maria Pia, che ha presentato regolare denuncia ai carabinieri - Non è per il cellulare che sono rimasta scioccata, ma dalla modalità, dalla facilità con la quale vengono compiuti questi reati e penso a mia figlia e ai figli dei miei amici che ignari frequentano questi luoghi tranquilli e, al tempo stesso, inaspettatamente insicuri. Spero che un episodio del genere non accada più a nessuno, né a Castelfranco né in altri paesi. Mi rendo conto però che è un’utopia quella di pensare che si possa vivere sicuri e tranquilli nei propri piccoli paesi, dove tutti ci conosciamo. Nel frattempo ho perso il sonno e credo niente sarà più come prima».
Nilo Di Modica
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