Il Tirreno

Pontedera

In permesso dal carcere organizzava rapine

di Alessandra Vivoli
In permesso dal carcere organizzava rapine

Era un detenuto modello, a Massa. A Napoli era la mente di decine di colpi Svaligiati supermercati di tutta la Toscana, da Livorno a Pistoia, Pisa e Pontedera

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MASSA. Era un detenuto modello, tanto che era fra quelli che poteva uscire dal carcere di Massa per andare al lavoro, all’Asmiu (il contratto con l’azienda che si occupa di rifiuti era scaduto solo da pochi mesi).

Durante i permessi premio, andava sì a Napoli a trovare la famiglia. Ma - secondo la Procura di Livorno - ci andava soprattutto per organizzare rapine, a mano armata, nei supermercati della Toscana e in particolare nella zona di Cecina, Livorno, Pisa, Pistoia, Lastra a Signa e Pontedera. Nelle duecento pagine di ordinanza cautelare si parla - o meglio si scrive messo bene in evidenza nero su bianco - “un numero indeterminato di rapine”.

Lui, detenuto in permesso, era la mente. Il “braccio” era rappresentato dal fratello e da un altro amico dei due: il bottino veniva spartito in tre.

La banda si era resa responsabile anche di furti e ricettazione di varie auto, secondo quanto spiegato dagli inquirenti, le stesse che poi venivano usate per mettere a segno i colpi.

Lui, Giuseppe Petriccione, originario della Campania di 47 anni, era colui che pianificava tutto, dalla scelta dei supermercati fino al modus operandi: gli altri due complici entravano in azione in base alle sue indicazioni. Al setaccio decine e decine di supermercati. E il copione era sempre lo stesso. Prima una serie di sopralluoghi per valutare la posizione delle telecamere di sorveglianza. Stabilito il giorno e l’ora del colpo, i due entravano nella struttura commerciale, pistole (non armi giocattolo) alla mano, il volto coperto e si facevano consegnare l’intero incasso. Subito dopo si davano alla fuga a bordo delle auto rubate che poi venivano abbandonate lungo la strada.

In base alla ricostruzione della Procura di Livorno, i tre lo hanno fatto in diversi supermercati presenti in Toscana.

Le forze dell’ordine da tempo erano sulle loro tracce ma la parte più complessa dell’indagine è stata proprio risalire a Giuseppe Petriccione. Ad incastrarlo sono state anche alcune intercettazioni telefoniche in cui - con la fidanzata del detenuto - i due complici parlano apertamente di «bottino da dividere in tre». Addirittura fanno esplicitamente il suo nome.

E così, nei giorni scorsi, un ordine di custodia cautelare in carcere è stato notificato, nella casa di detenzione di Massa (dove sta scontando la pena per reati commessi nella provincia apuana) a Giuseppe Petriccione. È stato anche disposto l’interrogatorio di garanzia che doveva essere condotto dal gip del tribunale di Massa, Giovanni Sgambati.

Petriccione, assistito dall’avvocato Enrico Di Martino, si è avvalso però della facoltà di non rispondere, facendo richiesta di venire interrogato del giudice di Livorno, Antonio Pirato, che, per competenza territoriale, si occuperà dell’intera vicenda.

Il nuovo interrogatorio si svolgerà, quindi, a Livorno. Anche se la data non è ancora stata fissata. Per il momento, Giuseppe Petriccione resta in carcere a Massa e dovrà rispondere di un nuovo capo di imputazione, quello di associazione a delinquere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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