Sicurezza
Con il centro diurno chiuso undici famiglie in difficoltà
I responsabili della struttura “Isaro Casarosa” di Zambra spiegano come si svolge il servizio La cooperativa Paim conferma la decisione di interrompere l’attività alla fine di settembre
ZAMBRA. Il centro diurno per anziani Isaro Casarosa si avvia verso la chiusura. Se non ci saranno novità dell'ultimo momento, il prossimo 30 settembre la struttura gestita dalla cooperativa sociale Paim cesserà le attività. Il centro, unico del suo genere sul territorio cascinese, ospita undici utenti: quattro di questi sono in convenzione con l'Asl, gli altri, lo frequentano da privati.
Nato nel 2003 per accogliere anziani non autosufficienti o con autonomia limitata, l'Isaro Casarosa di Zambra occupa in totale sei dipendenti (un responsabile, un fisioterapista, un infermiere professionale, tre Oss e un addetto ai trasporti) e nei tredici anni di attività, è diventato un punto di riferimento per tante famiglie cascinesi.
«Il nostro centro - spiega il responsabile Riccardo Pieracci - facilita l'anziano e la sua famiglia nel passaggio tra l'abitare a casa ed il vivere a tempo pieno in altra struttura specializzata. Dal lunedì al venerdì, dalle nove di mattina fino alle sei di sera, la famiglia dell'anziano affetto da demenza senile o qualsiasi altra malattia debilitante, può affidare il proprio caro alle nostre cure».
Sono molte le patologie legate alla vecchiaia e molte di queste, progredendo, limitano di non poco la normale attività dell'anziano. Col tempo il centro diurno di Zambra si è anche specializzato nella cura dei pazienti affetti da Alzheimer, una malattia terribile e degenerativa, in grado di annullare l'autonomia del soggetto.
«L'anziano affetto da Alzheimer - continua Jessica Giusti, responsabile delle strutture Paim - necessita di cure continue, ventiquattro ore al giorno. Nel primo stadio la malattia si manifesta con dimenticanze e perdita di concentrazione, nel secondo i sintomi si acutizzano, mentre nello stadio finale, il soggetto non ha più percezione di se stesso e diventa totalmente non autosufficiente. Il centro di Zambra offre un servizio di assistenza diurno, atto al mantenimento delle capacità residue dell'anziano mediante attività ricreative, occasioni d'incontro e socializzazione. Lo scopo è di ritardare l'inserimento dell'anziano nelle strutture residenziali, cercando di farlo rimanere il più a lungo possibile all'interno di un contesto familiare».
Al costo di 36,50 euro al giorno (29,58 euro mezza giornata con pasto, 23,62 euro mezza giornata senza pasto), l'utente ospitato dal centro Casarosa può continuare a vivere una vita attiva, facilitando la famiglia nella difficile gestione di un anziano non autosufficiente e liberandola dalla paura di vederlo cadere in una situazione di solitudine e marginalità.
«I nostri pazienti - racconta Roberta Petri, Oss in servizio a Zambra da quasi dieci anni - dividono la giornata tra attività manuali e ludiche come la tombola o le carte. Spesso facciamo uscite esterne, ma organizziamo anche delle occasione d'incontro e di festa all'interno del centro. Il nostro non è un lavoro come gli altri. Qua quel che conta è l'empatia con i pazienti». I tempi per evitare la chiusura del centro diurno di Zambra stringono. Alle istituzioni il compito di trovare una soluzione e rispondere alle tante famiglie cascinesi coinvolte.
Carlo Palotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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