Il Tirreno

Pontedera

Spacciatori nel bosco tra bivacchi e rifiuti

Un controllo antidroga dei carabinieri nelle campagne di Pontedera
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Un controllo antidroga dei carabinieri nelle campagne di Pontedera

Pontedera: nuove segnalazioni da parte dei residenti. Tra la vegetazione trovati resti di un capretto ucciso. Si chiedono maggiori controlli per fermare questo “giro”

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TREGGIAIA. Non c’è solo un problema di legalità, connesso allo spaccio di sostanze stupefacenti gestito da tempo all’interno del bosco da un gruppo di migranti nordafricani. Ci sono aspetti che riguardano l’inquinamento del bosco stesso e che meritano la stessa attenzione dei commerci di sostanze stupefacenti. I bivacchi degli spacciatori sono ben visibili per chi decide di avventurarsi tra i sentieri e la vegetazione per una passeggiata. I cittadini di Treggiaia e di Montecastello tornano a sollecitare un intervento da parte delle forze di polizia per cercare di contrastare questa situazione prima che possa sfuggire dal controllo come succede nella pineta di Migliarino e come capita nelle aree vicine alla riserva di Montefalcone nella zona di Castelfranco di Sotto dove peraltro sono stati intensificati i controlli.

A richiamare l’attenzione di alcuni residenti sono stati i resti di un capretto – anche se dalle interiora trovate non è facile stabilire di quale animale si tratti - che potrebbe essere stato ucciso e macellato nella boscaglia. I resti sono stati fotografati con l’intenzione di chiedere nuovamente un intervento sia al Comune che alle forze di polizia. Nelle aree dove gli spacciatori trascorrono i pomeriggi in attesa dei clienti si stanno formando mini discariche. Una grande quantità di rifiuti, dalle bottiglie di plastica, a quelle di vetro della birra ai resti di confenzioni di cibo, alle batterie esauste, che prima o poi andranno portati via dal bosco per liberarlo dal degrado. Le zone che sono state scelte per nascondere la droga, che in genere viene sotterrata, cominciano ad essere riconoscibili. Poi riuscire a capire dove effettivamente gli spacciatori scavano può essere più difficile anche perché i cosiddetti “ragazzi del bosco” cambiano spesso i nascondigli, seminando rifiuti ovunque si spostano.

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L’estate ha fatto nuovamente esplodere un fenomeno che è presente da tempo nei boschi tra Treggiaia e San Gervasio, lungo strade che attraversano sia frazioni del comune di Pontedera che di Palaia. Le forze di polizia, compresa la polizia municipale pontederese, non mancano di tenere d’occhio le colline. Ma ormai il sistema è collaudato e gli spacciatori sempre più sicuri delle loro postazioni di “lavoro”. Tant’è che recentemente hanno lasciato sul terreno bilancine di precisione, coltelli a serramanico e l’occorrente per confezionare le dosi. Certi che li avrebbero trovati anche al loro ritorno.

I cittadini infatti si mantengono alla larga dai luoghi dello spaccio ma questo di fatto finisce per rendere vietata una buona parte di bosco controllata dagli spacciatori. Loro aspettano i clienti che si fermano lungo la strada. Attendono la rapida consegna e si dileguano, cercando di evitare di essere identificati per noi incorrere nella segnalazione alla prefettura come consumatori di droghe e in tutte le conseguenze che questa procedura comporta.

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