Sicurezza
Vetri rotti e scritte L’ex scuola insegna solo questo
Lentamente il degrado si insinua anche negli angoli più nascosti dell’ex sede dell’Ipsia “Pacinotti”, in via Manzoni. Un anno fa, con il consenso della Provincia proprietaria dell’immobile, sono...
Lentamente il degrado si insinua anche negli angoli più nascosti dell’ex sede dell’Ipsia “Pacinotti”, in via Manzoni. Un anno fa, con il consenso della Provincia proprietaria dell’immobile, sono state organizzate tre serate a tema, per cercare di strappare questo angolo della città all’abbandono. Erano stati coinvolti ex alunni e insegnanti dell’istituto ai quale è stato chiesto di raccontare aneddoti per ricordare l’importanza del professionale per una città in cui il settore metalmeccanico è sempre stato trainante per l’economia locale. Ma quando sono state spente le luci dell’iniziativa organizzate dall’associazione culturale Industria delle Idee, i vandali hanno cominciato ad interessarsi di questo spazio disabitato. Perché i vandali sono così: giocano sul campo che la società lascia loro libero.
Aule e officine meccaniche, un tempo così operose e piene delle voci di ragazzi e insegnanti, che oggi non riescono a trovare una collocazione sul mercato e una nuova vita. Un destino che la sede di via Manzoni condivide con quella di piazza Belfiore, luogo ideale per i piccioni e da cui l’istituto aveva traslocato molti in precedenza. L’ingresso della scuola, quello più vicino a via Manzoni, è stato fatto bersaglio di un atto vandalico. Qualcuno ha rotto uno dei vetri della porta, Sembra quasi un primo approccio per cercare poi di entrare e prendere possesso di tutti quegli spazi disabitati.
Dove non è arrivata la mano dei vandali che distruggono quello che si trovano davanti, sono arrivati i grafomani. Quelli che pur di imbrattare un muro, una panchina, un arredo pubblico, potrebbero scrivere di tutto. Il tentativo di entrare nella vecchia scuola non è però sfuggito al Comune e neppure all’istituto stesso che è ancora custode dei beni che sono rimasti all’interno. Il vetro rotto, primo sintomo della malattia dell’abbandono, non è stato sostituito. Ma è stata posizionata una grossa lavagna davanti all’ingresso per evitare che la vecchia scuola professionale diventi un rifugio per senzatetto oppure un passatempo per baby teppisti come è successo nei mesi scorsi per gli uffici comunali dello sport che si trovavano sul retro della villa Crastan. Uffici usati per festini serali a base di birra e spinelli. Incursioni, anche quelle, iniziate prima con la demolizione di un muro di recinzione esterno e poi veri raid vandalici nei locali che il Comune ha messo in sicurezza, sigillando porte e finestre, la scorsa primavera. L’ex professionale, la sede principale di via Manzoni equella di piazza Belfiore, teoricamente sono in vendita. Grandi progetti sono stati illustrati più volte. I soldi per la riqualificazione di questa porzione storica di tessuto urbano non si intravedono ancora all’orizzonte.(s.c.)
(il fotoservizio di queste pagine è a cura di Franco Silvi)
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