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Pontedera

All’asta la villa di Colleoli a oltre 4 milioni e mezzo

All’asta la villa di Colleoli a oltre 4 milioni e mezzo

In vendita dodici suite e cinque appartamenti dopo il fallimento della Ippc Ma i proprietari delle case circostanti hanno fatto un’offerta al curatore

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COLLEOLI. Oltre quattro milioni e mezzo. Per l’esattezza, 4.672.700 euro. Un prezzo alto per un immobile di assoluto pregio e dal potenziale enorme. E che sta comunque producendo utili. Si tratta della villa del Borgo di Colleoli, il resort per turisti stranieri, ma soprattutto facoltosi, dalla storia controversa e dal futuro che si gioca sul filo di un’asta giudiziaria e di una trattativa tra privati che stanno cercando di convincere il curatore fallimentare a cedere loro l’immobile. Così da mettere la parola fine a una vicenda che rischia di non finire mai.

Borgo esclusivo. L’area in cui si trova la struttura ricettiva è composta da 80 appartamenti. Di questi, 63 appartengono a 57 proprietari, mentre le dodici suite della villa e cinque abitazioni fanno parte dei lotti messi all’asta dopo il fallimento della Ippc, la società britannica che aveva dato vita al borgo, impostandolo come una sorta di multiproprietà da sfruttare per le vacanze in Toscana di clienti inglesi, scozzesi o gallesi. Ma che era naufragato tra debiti e problemi di gestione. Successivamente è arrivata la Green Hill, azienda turistica di zona, che affitta a stranieri sia gli appartamenti di proprietà, sia quelli in carico al curatore fallimentare. E gli affari vanno bene, visto che nel 2015 il riempimento delle camere era dell’83% e nel 2016 è cresciuto fino al 92%. Un aumento dovuto al fatto che nordeuropei e britannici non vanno più in Turchia o in Egitto per le paure legate al terrorismo e scelgono, invece, la tranquillità delle colline della Valdera. Grazie anche al grande sviluppo dell’aeroporto di Pisa.

Asta difficile. Il termine per la presentazione delle domande per partecipare all’asta è stato fissato per le 12 del 17 ottobre. Il tipo di vendita è l’incanto e i lotti disponibili sono 17. Una operazione non facile da condurre in porto, proprio per la presenza degli appartamenti già acquistati. Difficile, infatti, che un imprenditore che punta ad acquistare qualcosa di esclusivo, compri un immobile situato in un’area in cui sono presenti altre proprietà. Senza contare anche gli alti costi di condominio che devono sostenere i proprietari all’interno del borgo, in virtù del mantenimento del parco e delle due piscine presenti nella struttura.

Trattativa possibile. Più facile che vada a buon fine la trattativa tra il curatore fallimentare e i proprietari degli appartamenti venduti, che sono riuniti nella società Borgo di Colleoli resort. Si tratta di stranieri, prevalentemente britannici. Persone poco famose, ma dalla grande disponibilità economica. L’offerta, secondo quanto appreso, è inferiore agli oltre quattro milioni e mezzo del prezzo fissato per l’asta. Ma, alla lunga, potrebbe davvero rappresentare l’unico sbocco possibile per risolvere una situazione che si trascina da troppo tempo.

Situazione da definire. La Green Hill ha un accordo per vari anni con la Borgo di Colleoli resort per la gestione degli appartamenti. E solo di anno in anno con il curatore fallimentare per le 17 abitazioni di lusso appartenenti al lotto andato all’asta. Stessa situazione per i gestori del ristorante presente della struttura che si accordano annualmente col curatore fallimentare per portare avanti l’attività. Una definizione della situazione aiuterebbe a migliorare una situazione che già così funziona molto bene. Ma avere la tranquillità di pianificare al meglio le iniziative e lo sviluppo del resort sarebbe un bel vantaggio per i gestori della struttura.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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