Toscana
Prenota la visita medica ma trova il distretto chiuso
Il disagio provocato a una donna di 89 anni: da Ponsacco a Pisa per scoprire che le avevano assegnato un appuntamento per il giorno... sbagliato
PONSACCO. Se non ci fosse di mezzo la salute di una signora di 89 anni e il disagio del cognato, impegnato per un pomeriggio intero a girovagare in un luogo a metà tra le realtà e la fantasia, la vicenda assomiglierebbe a una barzelletta. Peccato però, che in questo caso ci sia ben poco da ridere. Perché ciò che è capitato a Sergio Chiarugi, residente a Ponsacco, e a sua suocera Adriana Bani, di Capannoli, consegna un'immagine tutt'altro che prestigiosa della sanità territoriale. «Nei giorni scorsi mi sono recato alla farmacia comunale di Ponsacco, a Le Melorie, per prenotare un esame per mia suocera.
Mi è stato segnato un appuntamento per mercoledì 17, alle 17,45, al poliambulatorio di via Garibaldi, a Pisa», racconta Sergio Chiarugi, che una volta arrivato di fronte al distretto sanitario ha dovuto fare i conti con una situazione surreale: «Alla reception non ho trovato alcun membro del personale, così anche al primo e secondo piano. Solo dopo l'ennesima rampa di scale - spiega ancora l'uomo - ho incontrato una signora con un camice bianco, che mi ha detto di essere una pediatra e di non potermi aiutare. Sono venuto via senza spiegazioni e, soprattutto, senza far svolgere l'esame a mia suocera». L'accertamento a cui avrebbe dovuto sottoporsi la signora è l'ecodoppler, un monitoraggio del flusso sanguigno all'interno di un vaso: una sonda a forma di matita che emette ultrasuoni, applicata sulla zona da esaminare. «Sono tornato alla farmacia delle Melorie, spiegando l'accaduto, e anche i farmacisti sono rimasti a bocca aperta. Solo una volta uscito dal distretto sanitario ho notato un foglio di piccole dimensioni alla porta d'ingresso, che indicava la chiusura del centro al lunedì e mercoledì pomeriggio». Il poliambulatorio, però, non era chiuso, ma deserto. Senza nessun tipo di controllo, con gli uffici accessibili da chiunque. E soprattutto, la farmacia non era al corrente degli orari della struttura, tanto da fissare un appuntamento nel periodo di chiusura. «Sto valutando un'eventuale denuncia alla Procura, perché la situazione al poliambulatorio di via Garibaldi - conclude Chiarugi - è davvero vergognosa».
Tommaso Silvi
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