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Intossicato a Trapani, condizioni ancora gravi

Intossicato a Trapani, condizioni ancora gravi

Intanto è stata eseguita l’autopsia sul corpo del compagno di vacanze Sembra confermata l’ipotesi di un avvelenamento provocato da esalazioni

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CASCINA. Il professor Paolo Procaccianti, direttore dell’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo ha eseguito ieri l’autopsia sul corpo di Fabio Maccheroni, 46 anni. I prelievi saranno esaminati nei laboratori tossicologici e per l’esito saranno necessari alcuni giorni. «Saranno gli esami istologici e, soprattutto, quelli tossicologici - spiega Procaccianti a dirci qualcosa in più e a fornirci elementi chiari e utili a risalire alle cause della morte. Tutte le ipotesi, compresa quella di un’intossicazione da monossido di carbonio sono da verificare. Escluderei, invece, la pista della droga».

La Procura di Trapani, guidata dal Procuratore capo Marcello Viola, ha intenzione di andare fino in fondo nella ricostruzione della vicenda, affidata alle indagini dei carabinieri del tenente Francesco Berloni, che ha provocato il decesso del 46enne e il ricovero in gravi condizioni che era in vacanza con lui, il cascinese Alessio Menicucci, di 10 anni più giovane. Le condizioni di Menicucci, ricoverato nell’ospedale di Castelvetrano, dove si trovano anche i suoi familiari, sono ancora preoccupanti: la prognosi rimane riservata. La tesi ormai prevalente è quella dell’avvelenamento da gas tossici, entrati nella camera del bed&breakfast “Orchidea” attraverso l’impianto dell’aria condizionata. La struttura ricettiva confina con l’attività di un fornaio. Secondo alcune testimonianze raccolte da magistrati e carabinieri che si occupano dell'indagine, spesso dall'interno del panificio arrivava un odore come di naftalina, difficilmente ricollegabile al materiale che il titolare del panificio avrebbe dichiarato di usare per alimentare il forno. Inoltre, i vigili del fuoco avrebbero rilevato come la canna fumaria non fosse in regola, a causa - così le prime indiscrezioni - di alcune lesioni. Le strutture delle due attività sono in corso di verifica e si esaminano anche tutte le testimonianze raccolte, orali e cartacee. Sarebbe stato infatti trovata traccia di un intervento dei sanitari del 118 - sempre allo stesso bed&breakfast - e i carabinieri hanno avviato tutti gli accertamenti per riscontrare altri casi di malori analoghi a quello che è risultato fatale per il turista pietrasantino e che ha spedito in ospedale, in stato di coma, l’amico che era con lui. Malori che sarebbero stati testimoniati ai militari dell’Arma. Al momento nel registro degli indagati risultano iscritti i titolari del b&b Antonio Serafico, 92 anni, e Tuzza Augugliaro, 76, la loro figlia Benedetta Serafico, 52 anni, il titolare del panificio, Bartolomeo Altese. Il forno è stato messo sotto sequestro.

Donatella Francesconi

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