Il Tirreno

Pontedera

Ore di ansia per Alessio: il padre è volato a Trapani

di Sabrina Chiellini
Ore di ansia per Alessio: il padre è volato a Trapani

Dramma a San Frediano a Settimo, inizialmente ai genitori del rappresentante era stato detto che nell’agriturismo il monossido aveva fatto due vittime

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CASCINA. Alessio Menicucci, 36 anni, il turista cascinese trovato in coma, l’altra mattina, nella camera del B&B "Orchidea" a Trapani, è ancora ricoverato in gravissime condizioni. Con il passare delle ore le cause della tragedia si stanno chiarendo. Ma all’inizio per i familiari non è stato semplice. Sapevano che Alessio era in vacanza e che sarebbe tornato a casa dopo Ferragosto.

Uomo morto, altro in coma: sono stati avvelenati dal gas

Li aveva chiamati come sempre e niente lasciava immaginare il dramma che li ha travolti dopo Ferragosto. Invece l’altro pomeriggio a casa dei Menicucci sono arrivate prima alcune telefonate e poi i carabinieri. Ma quando ti raccontano di un figlio e ti dicono che potrebbe essere morto è impossibile gestire le emozioni. Per poco la madre di Alessio, quando ha capito cosa era successo, non viene colta da un malore. Poi la famiglia ha deciso di partire per la Sicilia, soprattutto per avere notizie sulle condizioni di salute di Alessio. A Trapani sono arrivati, già da ieri mattina, anche il padre di Menicucci, Mauro, e il marito della sorella, Veronica. Quest’ultima invece è rimasta a casa con la madre, Nunziata, a San Frediano a Settimo, dove la famiglia abita, vicino alla chiesa. La pensionata, da quando le hanno detto del figlio, non si dà pace, teme per la sua vita. Incontriamo la sorella nell’abitazione di via di Mezzo Nord dove da ieri sono entrati dolore e grande preoccupazione. «Non abbiamo notizie di come sono andati i fatti. O meglio, qualcosa ci è stato detto - spiega la sorella di Alessio - ma non vogliamo essere noi a divulgarle. Mio padre e mio marito sono andati là per rendersi conto della situazione e per sapere come sta mio fratello».

Per la famiglia Menicucci è stato uno shock. In un primo momento da Trapani era arrivata la notizia che nell’agriturismo erano morti due toscani. «C’è stata una grande confusione - spiega ancora Veronica Menicucci - così all’inizio ci hanno comunicato che erano morti entrambi. Sembra che ci sia stato anche uno scambio di documenti. Poi ci hanno telefonato di nuovo da Trapani e si sono scusati dell’errore. All’inizio non deve essere stato facile ricostruire quello che era successo».

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E le notizie rimbalzate anche ieri non aiutavano a fare chiarezza. L’unica certezza e anche il punto fermo da cui sono partite le indagini è che sono state rinvenute tracce di monossido di carbonio nel sangue di Menicucci. L’autopsia sulla salma di Fabio Maccheroni, 43 anni, di Seravezza, compagno di stanza del cascinese, potrà aggiungere altri elementi di certezza. Ma tutto fa pensare al monossido killer. Ieri mattina l’agenzia Ansa ha diffuso la notizia che stava prendendo corpo l’ipotesi che a provocare la tragedia fosse stato un avvelenamento probabilmente provocato dal cattivo funzionamento di una caldaia. Con il passare delle ore si è chiarito invece che il dramma potrebbe essere stato causato da una canna fumaria del panificio sottostante alla camera del bed & breakfast. «Che cosa aggiungere? Mio fratello doveva tornare a casa il 16, era una vacanza di pochi giorni. Non conosciamo la vittima, non l’avevamo mai visto. Ancora non ci rendiamo conto, non pensavamo che quello che doveva essere un viaggio di pochi giorni finisse così», dice ancora la sorella di Alessio, aggiungendo di voler vivere questo momento con riservatezza.«Delle condizioni di mio fratello sappiamo quello che possiamo leggere dai giornali. È grave, non abbiamo altre notizie».

Menicucci, che è agente di commercio della società Procter & Gamble e in passato anche per Wella, fino a circa due anni fa, prima di trasferirsi a Pisa, ha abitato a San Frediano a Settimo dove gli amici sono rimasti sconvolti dalle notizie arrivate dalla Sicilia dopo Ferragosto. Ha studiato a Pisa all’istituto Santoni. Ieri anche i primi messaggi sulla bacheca Fb del 36enne. «Forza Alessio, non mollare».

L'INCHIESTA

Quattro persone già iscrittte nel registro degli indagati Verrà eseguita oggi, giovedì 18 agosto, al Policlinico di Palermo, l’autopsia su Fabio Maccheroni, trovato morto a 43 anni in un bed and breakfast. Per questa vicenda la Procura di Trapani ha iscritto quattro persone nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Secondo gli inquirenti Fabio sarebbe morto - mentre l’amico Alessio Menicucci è in coma e lotta tra la vita e la morte - per aver respirato del monossido, pare sprigionatosi dal panificio al piano terra dello stabile. Gli indagati sono Benedetta Serafico, 52 anni, titolare della struttura ricettiva, i genitori, Antonino Serafico di 92 anni e Tuzza Augugliaro di 76, proprietari dell'intero immobile, nonché Bartolomeo Altese, gestore del forno. Secondo gli investigatori - le indagini sono condotte dai carabinieri ed i rilievi tecnici sono stati eseguiti dal vigili del fuoco - nella camera, al terzo piano del B&B, dove dormivano i due turisti, si sarebbero infiltrati dei gas sprigionatisi dalla combustione del forno del panificio, probabilmente per un cattivo funzionamento dell’impianto. Il gas - sempre secondo l’ipotesi degli inquirenti - sarebbe filtrato dal condizionatore, elemento reso letale dal fatto che i due turisti stavano dormendo con le finestre chiuse e il condizionatore acceso. Così il procuratore di Trapani Marcello Viola ha commentato la vicenda: «È ancora presto per ritenere chiuso il caso, ci sono ancora molti punti oscuri. L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto per rispettare le esigenze di garanzia necessarie alle indagini».
 

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