Finanza
«Bastava coinvolgere i cacciatori»
La questione degli ungulati e dei danni che provocano all’agricoltura in provincia di Pisa è «drammaticamente importante», secondo Piero Taddeini (nella foto), segretario della Federazione italiana...
La questione degli ungulati e dei danni che provocano all’agricoltura in provincia di Pisa è «drammaticamente importante», secondo Piero Taddeini (nella foto), segretario della Federazione italiana della caccia di San Miniato che aggiunge anche altre specie come «le nutrie, operatrici instancabili per la distruzione dei raccolti e soprattutto degli argini, senza dimenticarci anche dei corvidi, e delle volpi. Tutti selvatici da contenere a differenza di quanto affermano illustri sostenitori e paladini della difesa ad oltranza». Situazioni che, «se gestite dal buon senso, sarebbero già state affrontate in maniera radicale». Ma siccome se ne parla e basta, «nel frattempo gli agricoltori piangono il raccolto ed il loro reddito». In realtà, prosegue, «la legge c'era già ed era operativa. Invece siamo bravissimi a complicare ed ingarbugliare le cose. Ci sono squadre di cinghialai e cacciatori di selezione ben organizzati e di inconfutabile serietà e, soprattutto, ci sono le associazioni venatorie, già operative sul territorio. Sarebbe stato sufficiente aumentare le giornate nel calendario venatorio e chiedere a chi opera sul territorio come gestire ed intervenire». L’accusa di Taddeini è per la legge regionale che ha ampliato il numero di soggetti per abbattere gli ungulati: «Corsi, attestati, scuole e certificati, appostamenti e carte bollate con il risultato di ritrovarsi con centinaia, forse migliaia di cacciatori sparsi per la campagna ad agire come crociati per il contenimento di una razza invasiva senza una minima tutela ed una organizzazione degna di tali interventi radicali».
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