Il Tirreno

Pontedera

il caso

Non riesce a far seppellire la madre morta otto mesi fa

di Sabrina Chiellini
L'abitazione dove fu trovata morta Laura Biancalana Nulli nel dicembre 2015
◗
L'abitazione dove fu trovata morta Laura Biancalana Nulli nel dicembre 2015

Cascine di Buti: un rebus burocratico blocca i funerali di Laura Biancalana Nulli trovata senza vita nel suo letto. La Procura ha aperto un’inchiesta, ma non emerge nulla che confermi ipotesi diverse dal malore

3 MINUTI DI LETTURA





CASCINE DI BUTI. «Sono disperato, oltre che messo a dura prova. Dopo otto mesi e tanti sospetti, che si sono rivelati una bolla di sapone, non riesco ancora a seppellire mia madre. Manca il certificato di morte e, anche se c’è il nulla osta alla sepoltura, di fatto non posso organizzare il funerale».

David Dell’Omodarme rompe il silenzio e prova a chiedere aiuto pubblicamente. «Non posso entrare in casa mia, non posso fare il funerale, non so per quale cavillo non riesco ad avere nemmeno il certificato di morte», si dispera il giovane.

La salma di Laura Biancalana Nulli, casalinga di 62 anni trovata morta nella sua abitazione a Cascine di Buti prima di Natale, è ferma da mesi all’Istituto di medicina legale a Pisa.
La donna non è ancora stata sepolta, anche se la Procura, che ha aperto un’inchiesta sulla sua morte, ha restituito la salma ai familiari già dal mese di maggio. Nessuno, a quanto pare, si è attivato più di tanto per farle avere un funerale.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.12754697:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2016/01/10/news/morta-in-casa-inchiesta-per-omicidio-1.12754697]]

Il Comune di Buti, un mese fa, aveva informato della imbarazzante situazione anche i servizi sociali, che già seguivano la donna, nella speranza di riuscire a chiudere quanto prima un’altra pagina di una vicenda che per tanti aspetti è stata davvero controversa.

Il giorno della morte il caso era stato chiuso come se si trattasse di un malore in casa. Poi la storia aveva assunto aspetti clamorosi quando si erano fatti largo i sospetti di una morte violenta. Sospetti che subito dopo la scoperta del cadavere, conoscendo la storia personale della vittima, non erano stati presi in considerazione. Ma che avevano preso forza nei giorni successivi.

Ma l’ipotesi di una morte violenta è caduta strada facendo. I militari del reparto investigativo del comando provinciale di Pisa, a marzo scorso, erano tornati sul luogo della tragedia, forse per compiere un ultimo sopralluogo e aggiungere elementi utili alla ricostruzione della vicenda. Doveva essere l’ultimo passaggio verso il dissequestro della casa. Da quel momento l’inchiesta, almeno per quanto riguarda indagini e accertamenti legati all’attività dei carabinieri, non risulta essersi arricchita di chissà quali elementi. Poco dopo la salma è stata messa a disposizione della famiglia per il funerale. Che però non si riesce a organizzare per problemi burocratici.

A dicembre, a trovare la donna senza vita nel suo letto, in un alloggio al piano terra di una palazzina a Cascine di Buti, era stato il figlio, che subito aveva attivato i soccorsi che i carabinieri. C’era stato un sopralluogo. Non erano stati trovati evidenti segni di violenza, ma poi la salma era stata trasportata all’Istituto di medicina legale. E qui si era aperto un giallo che poi si è in larga parte chiarito. L'inchiesta probabilmente arriverà a dire che la donna è morta per un malore, anche se ufficialmente non ci sono stati atti in questo senso. Intanto la salma rimane “parcheggiata” all’obitorio.

«Capisco che la Procura abbia i suoi tempi, ma credo che si stia esagerando con la vita delle persone. Vorrei seppellire mia madre, ma tutte queste lungaggini burocratiche non mi aiutano. Non so come uscire da questa situazione», dice il figlio.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa