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L'appello: "Voglio sapere perché mio padre è morto"
Bientina: il figlio dell'ex tappezziere deceduto al distretto sanitario punta il dito contro la lentezza dell’inchiesta penale
BIENTINA. È difficile spiegare a una famiglia che ha perso una persona cara che i tempi delle indagini possono essere piuttosto lunghi. E che dopo nove mesi la Procura non ha fatto sapere quale è stato l'esito dell'autopsia effettuata il giorno dopo la morte del loro caro.
Era il 24 novembre 2015 quando Ivano Masini, 71 anni, tappezziere in pensione, morì al distretto sociosanitario di Bientina dove si era recato, accompagnato dalla moglie, per la pulizia del catetere venoso centrale (Picc). Un trattamento di routine, a cui l’uomo si era sottoposto altre volte, compiuto in uno degli ambulatori della struttura dell’Asl. Il Picc gli era stato applicato proprio per agevolare la somministrazione di farmaci, tipica situazione di cui necessitano pazienti che hanno bisogno di un uso frequente di medicinali. All'ambulatorio lo aveva accompagnato la moglie, Michelina Di Bella, che poi lo ha visto morire senza poter far nulla per evitare il peggio.
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In seguito alla morte di Masini è stata indagata per omicidio colposo una infermiera. Il consulente incaricato dell’autopsia dalla Procura aveva 90 giorni di tempo per depositare le sue conclusioni. L’inchiesta, però, si è arenata.
«Ci dicono che i risultati dell’autopsia non sono ancora a disposizione della Procura – spiega Francesco Masini, il figlio dell’ex tappezziere – Praticamente da quando ci è stato notificato l'atto con cui veniva disposta l'autopsia non abbiamo saputo nulla di come stanno procedendo le indagini. Il nostro avvocato è stato in Procura, ma non sembrano esserci novità. Ora sono tutti in ferie e noi siamo ancora a chiederci cosa è accaduto quella mattina».
È evidente che i tempi indicati dal pm per depositare i risultati dell’autopsia sono stati ampiamente superati. Non è la prima volta che succede, ma è molto difficile per i cittadini, soprattutto per chi vive con domande senza risposta, andare avanti e accettare i ritardi.
Una prima ricostruzione delle cause della morte del pensionato - ricostruzione fornita dall’Asl pisana - parlava di «complicazioni dovute ai gravi problemi di salute da cui era affetto il pensionato». E il fatto che un’infermiera del distretto fosse stata indagata era stato spiegato come atto dovuto. Le indagini dovranno servire a completare la ricostruzione dei fatti e accertare eventuali responsabilità.
«Tra un po’ sarà un anno che mio padre è morto, pensavo che la giustizia funzionasse in maniera diversa», conclude Francesco Masini.
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