Il Tirreno

Pontedera

Gli strali degli animalisti contro la sagra del coniglio

Attacco all’Arci: si rende conto della violenza su un essere destinato al macello? Gli organizzatori dell’evento alla Serra replicano: sempre noi nel mirino

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SAN MINIATO. È di nuovo battaglia intorno alla tavola, e la pietra dello scandalo è la portata principale: il "cunigliolo" fritto della festa che proprio in questi giorni anima la frazione di Serra, nella dodicesima edizione che durerà fino al 28 agosto.

Lo scontro è quello che a più riprese in passato ha animato l'estate nella frazione, con il circolo Arci da una parte ed il mondo animalista dall'altro, in questo caso rappresentato dall'associazione nazionale "Freccia 45", organizzazione per la difesa degli animali che in una lettera firmata dalla responsabile petizioni Paola Re, attacca il circolo ed in particolare l'Arci, rea a suo modo di vedere di non rispettare i dettami previsti nel suo stesso statuto.

«Non vi sarebbe nulla di anomalo se si pensasse che simili sagre si susseguono durante l'anno ovunque, sennonché questa è organizzata da un circolo Arci che asseconda il massacro di centinaia di animali per questa abbuffata agostana. È la mattanza del cunigliolo, come la sagra impone - afferma la responsabile dell'associazione - Eppure è scritto sullo statuto dell'Arci, che "sono campi prioritari di iniziativa dell'associazione: l'impegno per la difesa della dignità degli animali, contro ogni forma di violenza nei loro confronti, dal fenomeno dell'abbandono alle pratiche della vivisezione e dei combattimenti, e per l'attuazione di attività di ricovero e iniziative per l'affidamento e l'adozione". Mi chiedo che cosa ci sia di dignitoso nell'uccisione di animali per fare una sagra e, considerata la condanna della violenza da parte dell'Arci, mi chiedo se il circolo si rende conto della violenza esercitata su un animale destinato ad allevamento e macellazione per diventare cibo. Credo che la solidarietà, valore caro all'Arci, non sia a senso unico, quindi bisogna iniziare a guardarsi intorno, aprendosi a una visione più ampia della vita animale. Il gusto personale non giustifica il diritto di disporre di esseri senzienti come una risorsa a uso e consumo degli esseri umani».

Parole a cui ha risposto il presidente del circolo, nonché animatore della festa, Tiberio Mannaioni. «Viene da chiedersi, come ormai facciamo da tempo, come mai proprio questa festa sia sempre nel mirino degli animalisti, a differenza di tante altre in zona - afferma - Il rispetto verso gli animali, da parte delle tante persone e dei volontari che animano la festa, non è mai venuto meno, come da valori comuni al mondo associativo da cui proveniamo. Animalisti e vegani devono prendere atto del fatto che, storicamente, alcuni animali sono destinati all’alimentazione umana».

Nilo Di Modica

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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