Attenzione
Stroncato da un malore ex poliziotto
Enrico Volterrani aveva lavorato alla Polfer e al Commissariato. 57 anni, era malato da tempo. Si è sentito male in casa davanti ai familiari, ma i soccorsi sono stati inutili
VOLTERRA. Enrico Volterrani, 57 anni, era ammalato da tempo. A causa di una patologia invalidante, che gli era stata diagnostica nel 1984, aveva dovuto lasciare il lavoro di poliziotto alla Polfer di Firenze e poi il commissariato di Volterra, dove era stato trasferito quando le conseguenze della malattia si erano fatte pesanti.
La mattina del 10 agosto Volterrani ha avuto un improvviso malore mentre era in casa a Saline di Volterra. La badante che era con lui ha chiesto subito l’aiuto del padre e della sorella Sonia, che ha un negozio in paese.
«Abbiamo chiamato il 118 – racconta Sonia Volterrani –, abbiamo cercato di rianimare mio fratello in attesa dell’intervento dell’ambulanza, ma è stato tutto inutile. Enrico ha avuto un arresto cardiaco e non si è più ripreso».
Uno choc per i familiari che lo hanno visto morire senza che nessuno potesse fare qualcosa per aiutarlo.
Volterrani era molto apprezzato e conosciuto in Valdicecina per aver prestato servizio nel commissariato di Volterra.
Tanti gli attestati di stima e cordoglio che sono arrivati alla famiglia. Le esequie si terranno oggi 11 agosto alle 16 nella parrocchia di Saline. Il corteo funebre partirà dalla casa dell’ex poliziotto alle 15.30 in via della Fornace 1.
Volterrani era un uomo che la malattia aveva messo a dura prova, raccontano gli amici. Tuttavia non aveva perso la voglia di incontrare e vedere persone. Il 29 luglio, giorno del suo compleanno, la sorella con alcuni amici gli aveva organizzato una festa di compleanno in casa. Volterrani aveva gradito di trovarsi con tante persone vicine. Lasciare il lavoro non era stato facile per lui e così aveva cercato di non perdere contatti con la gente.
Ecco un pensiero che un’amica ha scritto su Facebook, dedicandolo all’ex poliziotto: «Poche parole per ringraziarti dei bei messaggi che mi mandavi quando ero in ospedale, mi donavi con tanto affetto un coraggio smisurato. Certe cose dette da chi la lotta per salvarsi la vita la stava combattendo in prima persona, credimi avevano il valore dell’oro. Qualche settimana fa sono venuta da te a prendere il gattino che mi hai regalato, non ti ho detto tante cose, ma ti ho messo una mano sulla spalla e tu hai alzato il tuo pollice come per dirmi: ce la metto tutta, come hai fatto te! Ciao vicino di casa, buon viaggio Enrico. Che questa nuova vita sia per te serena e costellata di gioia. Nella notte di San Lorenzo tante stelle scendono sulla terra, ma una speciale e piena di luce è salita nel cielo».
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