Il dolore
Sesso con minori: due adulti a processo
Ex autista di scuolabus già condannato e un “procacciatore”. L’inchiesta ha svelato che erano le “vittime” a fissare i prezzi
PONTEDERA. Uno è considerato il dominus di un giro di sesso con minori alimentato da soldi e regali. L’altro il suo procacciatore di prede da “cacciare” sui social.
Stefano Fratoni, 40 anni, ex autista di scuolabusa, ora artigiano, e Baldassare La Puma, 21 anni, entrambi di Pisa, sono stati rinviati a giudizio ieri mattina dal gup del Tribunale di Firenze, Erminia Bagnoli. La prima udienza si terrà il 21 ottobre davanti al Tribunale di Pisa, seconda sezione collegiale.
Un processo dai tempi rapidi considerando l’arresto di Fratoni - ancora detenuto al Don Bosco - avvenuto a fine febbraio con l’accusa di prostituzione minorile, stalking e sequestro di persona. La Puma - libero - suo sodale secondo gli inquirenti della polizia postale, deve rispondere del reato di concorso nella prostituzione minorile.
Da Firenze a Pisa. Nell’udienza di ieri mattina l’accusa era rappresentata dal pm, Concetta Gintoli. L’inchiesta, per la gravità della qualificazione dei reati trattati, era stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze e, dopo il rinvio a giudizio, torna per competenza territoriale a Pisa dove, secondo l’accusa, si è svolta la maggior parte di contatti e incontri tra gli imputati e i ragazzini, alcuni dei quali all’epoca dei fatti minorenni.
Su sette parti offese identificate nel corso delle indagini della polposta fiorentina, ieri mattina solo due (una rappresentata dall’avvocato Stefano Carta di Livorno) si sono costituite parte civile.
Le accuse. L'ex autista di scuolabus Fratoni non ha mai negato i rapporti sessuali con adolescenti di età compresa dai 13 ai 17 anni tra le province di Pisa e Firenze. Ad aprile è stato condannato a 9 anni. Il reato di prostituzione minorile era stato derubricato in atti sessuali consensuali con minorenni, ma in un caso, però, era scattata l'aggravante per aver fatto sesso con un ragazzino di età inferiore ai 14 anni.
È una sua debolezza quella dei minori che non riesce a gestire e che negli anni lo ha portato a fare i conti con la giustizia.
«Finalmente mi sento liberato, non potevo più» si era sfogato in carcere dopo l’arresto di febbraio riferendosi alle continue contrattazioni sul prezzo e gli incontri con i minori intercettati sul web.
Minori-vittime consenzienti. Sì, perché in questa storia c’è un adulto che propone e ottiene sesso con minori in cambio di soldi, ma ci sono anche ragazzi che lo cercano per proporsi e sono pronti a discutere, anche con fermezza, sul prezzo delle prestazioni.
«Chi si è rifiutato lo ha fatto perché non aveva trovato un accordo sui soldi», avevano chiarito gli investigatori al tempo dell’arresto.
Un contesto in cui l’immagine di vittime e carnefice stride con un racconto di contrattazioni alla pari. Anzi, in alcune occasioni erano i minori ad alzare la voce per chiedere più soldi a quel bancomat del sesso ormai senza filtri.
Tra intercettazioni telefoniche, chat acquisite e testimonianze dei partner di Fratoni, il contesto raffigurato dalla Procura non ha zone d'ombra. L'ex autista di scuolabus a Vecchiano, non riusciva a tenere a bada le sue pulsioni sessuali verso i minori e su Facebook cercava occasioni di incontro.
Obiettivo centrato con regolarità e con la capacità di entrare in sintonia con le sue "conquiste". Dalla musica al calcio e alle moto.
Gli argomenti che piacevano ai ragazzi di colpo diventavano materia appassionata anche per Fratoni. Passioni tradotte e veicolate con contatti e rendez vous, tra Pisa e Pontedera, con offerte di denaro (dai 30 ai 300 euro a seconda del rapporto) e invio, da parte dei minorenni, di foto e video hard.
In un caso, di qui la contestazione del sequestro di persona, a un minore di cui si era invaghito, aveva negato di scendere dall’auto bloccando la chiusura centralizzata.
L’amico-procacciatore. Posizione più marginale, ma stando alla Procura più che sufficiente per meritare il processo, quella di Baldassarre La Puma.
Dopo una conoscenza iniziale su Facebook i due si erano incontrati e per l’accusa il giovane si dava da fare, anche sui social, per adescare e procacciare ragazzini al suo amico Fratoni.
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