Italia
Quei due container volutamente brutti
È l’installazione artistica realizzata da Cesare Inzerillo nel centro di Lari
LARI. Due container, volutamente brutti, uno in fila all’altro nel centro di un borgo medievale. Chiunque entri a Lari non può che percepire la sgradevole sensazione di disarmonia generata dal contrasto tra i due parallelepipedi d’acciaio e le curve delle mura rosse del castello. Ed è proprio questo l’effetto che Cesare Inzerillo, autore dell’installazione artistica Container, voleva indurre nell’osservatore. Ma i due container non si guardano solo da fuori, si visitano.
Dentro al primo ambiente, 12 monitor rimandano le risposte di altrettanti personaggi del cinema e dello spettacolo a 5 sollecitazioni (urgenza, bisogno, sogno di bambino, oggi, stato dell’arte) proposte da Loris Seghizzi, il direttore artistico del festival teatrale Collinarea che a fine luglio ha animato il paese e organizzato la presentazione dell’installazione di Inzerillo.
Procedendo nel tunnel si entra in un altro ambiente che offre in sottofondo i rumori del porto, luogo di provenienza dei container. Nell’oscurità totale spicca solo la piccola scultura di Inzerillo ironicamente intitolata “Il padrino parte in quarta”: due personaggi-zombi dall’aspetto mummificato, uno crivellato di colpi e in pericolo di vita, l’altro che cerca di salvare il compare trasportandolo via dentro ad una carriola arrugginita quanto loro.
Visto il successo riscosso e le richieste dei tanti turisti preseti a Lari in questi giorni, l’installazione rimarrà aperta tutti i giorni dalle 17 alle 20 fino al 5 settembre.
Container è un progetto di Cesare Inzerillo, in collaborazione con Loris Seghizzi, Yari Andrea Mazza, Gabriele Benucci, Nico Lopez Bruchi, Cecilia Bernasconi, Michele Fiaschi e Andrea Casini. Sostenuto da Collinarea Festival Scenica Frammenti, Comune di Casciana Terme Lari, Giannoni&Santoni, Abate srl.
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