Il Tirreno

Pontedera

Esposto alla magistratura per l’isolotto della paura

La Consulta minaccia di rivolgersi alla procura se la vegetazione non sarà tagliata «In caso di piena dell’Arno, il paese di San Donato è a rischio: vogliamo soluzioni»

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SAN MINIATO. L'obiettivo è avere risposte concrete e tempi certi, convinti che la stagione delle promesse sia finita. In caso contrario, l'ipotesi sul tavolo è procedere con un esposto in Procura, «perché sono quasi tre anni che parliamo delle stesse cose senza aver ottenuto niente».

A dirlo è il presidente della Consulta di San Donato Giancarlo Fiaschi, che conferma il cambio di strategia, condiviso con i cittadini della frazione, per provare a smuovere le sabbie di una questione che sembra essersi impantanata. Il problema, ormai noto, è quello relativo alle condizioni dell'Arno nel tratto a cavallo tra i Comuni di San Miniato e Santa Croce, con particolare riferimento alla sponda di San Donato in prossimità del ponte. A cominciare dal problema del celebre isolotto in mezzo al fiume, la cui presenza è giudicata innocua dai tecnici ai fini della sicurezza idraulica, anche se tutti concordano sulla necessità di tenerla libera della vegetazione che, al contrario, potrebbe diventare pericolosa in caso di piena.

Il taglio delle piante, però, sarà destinato ad attendere ancora, come spiegato pochi giorni fa anche dall'assessore ai lavori pubblici di San Miniato Marzia Fattori: «Perché le risorse della Regione per la manutenzione dell'Arno sono già esaurite - ha riferito l'assessore -. Pertanto si dovrà attendere una seconda tranche di finanziamenti». Il tutto, però, senza dimenticare la vegetazione che cresce rigogliosa su entrambi i lati del fiume e perfino sotto i piloni del ponte, vicino a cui ormai da due anni si è aperta una frana che ha eroso la sponda a ridosso dell'abitato di San Donato.

«Una situazione sotto controllo», ripetono i tecnici, ma che comunque non fa dormire sonni tranquilli agli abitanti del paese, costretti ad attendere un ulteriore finanziamento ad hoc «che dovrebbe arrivare entro fine anno», ha riferito Fattori. Situazioni che ormai hanno stufato i cittadini: «Inizialmente dovevamo fare una nuova riunione in questi giorni - racconta il coordinatore Fiaschi - ma rischiavamo di fare l'ennesimo incontro senza niente di concreto. Così abbiamo scelto di aspettare. Convocheremo la Consulta per la prima metà di settembre, invitando a San Donato anche gli ingegneri del Genio Civile».

L'obiettivo è ottenere fatti concreti, altrimenti si procederà con un esposto alla Procura. «È un'ipotesi seria - conclude Fiaschi - perché sono quasi tre anni che continuiamo a parlare delle stesse cose: alla fine perde di credibilità la Consulta e i cittadini non ci seguono più. La situazione dell'Arno in questo tratto fa pena».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web