Il dolore
«Non celebro unioni omosessuali»
La sindaca leghista invoca l’obiezione di coscienza, un team di avvocati sta studiando il caso
CASCINA. I matrimoni a Cascina si fanno solo tra uomo e donna. Dopo le dichiarazioni su Imagine di John Lennon, la sindaca leghista apre il fronte delle polemiche sulle unioni civili. «Non abbiamo richieste per celebrare matrimoni tra omosessuali. Ma se dovessero arrivare non sarò io a celebrare una unione civile tra persone dello stesso sesso». Le dichiarazioni della sindaca Susanna Ceccardi, durante un’intervista trasmessa da Canale 50, hanno aperto un mare di polemiche. Ieri, sollecitata a rispondere sulla questione, la sindaca ha precisato ulteriormente la sua posizione: «Non mi piacciono, e non mi sono mai piaciute, le invasioni di campo da parte dello Stato nella vita privata, in questo caso affettiva e sessuale. Di solito sono tentativi di cambiare il costume e le convinzioni personali, con metodologie estremamente illiberale», ha esordito. «Come sindaco posso appellarmi all’obiezione di coscienza. Lo farò e lo dico senza tanti giri di parole. Se questo vale anche per l’ente lo stiamo verificando con alcuni giuristi che ci daranno la loro consulenza in maniera totalmente gratuita».
La sindaca ritiene che l'istituto matrimoniale sia più che sufficiente. È funzionale a regolare e tutelare innanzitutto i diritti dei bambini, direttamente o indirettamente attraverso l'individuazione del contesto in cui il bambino ha da nascere e crescere. «Una volta individuati i diritti che si ritiene un soggetto debba poter esercitare, quei diritti gli vadano riconosciuti in quanto individuo, attraverso il codice civile, senza costringerlo a mettere per iscritto con chi va a letto per poterli esercitare», aggiunge Ceccardi. Rispetto alle ulteriori tutele per il coniuge la musica è la stessa.
«La pensione uno la lasci a chi gli pare, l'assistenza carceraria e sanitaria uno la gestisca con chi gli pare, uno deleghi chi vuole a decidere per lui in caso di morte sulla donazione degli organi. Non serve un nuovo istituto giuridico di coppia, siano regolati come diritti dell'individuo. Questo Stato guardone, tutto sommato moralista mentre gioca a fare il libertino Lgbt (per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e trans), che pretende di conoscere preventivamente la vita privata delle persone per decidere quali diritti riconoscere loro, è una vergognosa violazione del diritto di natura, secondo quello statalismo collettivista che la sinistra ha sempre supportato e mai abbandonerà».
Sulle unioni civili tra omossessuali dalla leghista arriva uno secco no e un invito a riconoscere «le coppie eterosessuali che si impegnano agli oneri matrimoniali, in particolare in relazione a generazione ed educazione dei figli: tanto dai, tanto ricevi. Per il resto, ognuno è individuo e gli si devono riconoscere i conseguenti diritti: il registrucolo degli amanti omosessuali è un'invasione di campo che ha ragioni di progettualità ideologica, in vista del mutamento del concetto di famiglia e dell’aberrante adozione al di fuori del contesto della famiglia naturale, contro cui anche gli omosessuali dovrebbero indignarsi». Un sindaco deve eseguire la volontà dello Stato? «A noi leghisti lo Stato piace poco e, laddove legalmente possibile, agiamo e agiremo in autonomia e indipendenza. Il team di legali messosi gratuitamente a disposizione per studiare soluzioni e possibilità sta lavorando per difendere quanto più possibile il diritto all’obiezione di coscienza».(s.c.)
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